F1 2014, Hamilton e Rosberg: c’eravamo tanto amati…

Formula 1 2014: l'amicizia tra Rosberg ed Hamilton in Mercedes ormai si è rotta

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    F1 Gran Premio di Monaco 2014, la gara

    L’amicizia di una vita è ufficialmente rotta. Prima o poi doveva accadere, si aspettava solo la goccia che facesse traboccare il vaso, ed è accaduta durante le qualifiche del Gran Premio di Montecarlo, con Rosberg che sbaglia (accidentalmente o no, commentatelo voi) la staccata al Mirabeau, ed Hamilton deve così abortire il suo giro decisivo. Schumacher con una manovra simile era stato penalizzato nel 2006, Nico invece parte regolarmente dalla pole la domenica e va a vincere. Il mondiale è solo roba tra i due della Mercedes, il divario degli altri è ormai troppo ampio per vederli ritornare in gioco. Ora però, nei box della Stella, si apre un nuovo problema: come gestire la rivalità dei due superpiloti? Sarà un’impresa alquanto difficile. Nel 1988 e 89 con Prost e Senna non è stato semplice, ma lo strapotere della vettura dava grande sicurezza al team di Woking. Nel 2007 invece sempre la McLaren ha buttato al vento un titolo già vinto per la pessima gestione dei piloti. Vedremo la Mercedes se, e con chi, si schiererà. Ma intanto diamo un’occhiata a cosa ne pensa la nostra redazione sportiva di Derapate.

    Delle grandi storie, dei grandi uomini e delle grandi debolezze

    Delle grandi storie, dei grandi uomini e delle grandi debolezze si parla oggi. Lewis Hamilton ci ricorda che è lui l’unico vero pilota capace di incarnare le vesti dell’eroe neo-moderno. Quell’eroe che, unico tra tanti, riesce a farci interessare alla sua storia, perché ha la comodità di una tecnologia nettamente superiore al resto del Pianeta e doti nettamente superiori rispetto ai rivali ma che deve lottare comunque e contro un nemico infido: i propri demoni interiori. Per lui perdere la calma e mandare in vacca un campionato intern con errori banali è un rischio possibile. Non lo è per gente spietata e “cattiva” come Vettel o Alonso. O Rosberg. A Montecarlo non è successo ancora nulla di catastrofico, sia chiaro. Ma si è visto un embrione del Grande Pericolo. Si è visto un pilota emotivamente in bilico che si scontra contro un mondo dove un battito di ciglia ti separa dal crollo. Quella sensazione lì – gloria o baratro – è quella che tutti proviamo o abbiamo provato in certi giorni. In certe vite. In certe situazioni incerte.

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    C’eravamo tanto amati

    “C’eravamo tanto amati, o forse no. Il romanzo dell’amicizia tra compagni di team non è mai esistito e quella tra Rosberg e Hamilton, in fondo, era scontato durasse finché non avrebbero iniziato a lottare per il titolo. Ad accendere la miccia è stato il tedesco al sabato delle qualifiche, con una manovra che non serve essere fini analisti per capire quanto sia stata cercata e forzata. Cosa fare? Hamilton ha chiarito che il tempo degli abbracci è finito, sarà lotta senza quartiere e senza sconti. Bene così, almeno per lo spettacolo di un mondiale di Formula 1 che può sopravvivere nell’interesse solo fintanto che in Mercedes se le daranno di santa ragione. Montecarlo, da questo punto di vista, è stata la solita parentesi noiosa, ma davanti ora abbiamo il Canada, circuito dove i sorpassi non sono mai mancati e con questi presupposti ci ritroveremo con una gran bagarre. Si aspettano risposte dagli altri, da un Vettel che magari è bene vada a Lourdes, in compagnia di Kimi Raikkonen, ma anche risposte tecniche: il periodo delle scuse è finito per la Ferrari. Lo step evolutivo di Montreal dirà quanto a Maranello siano in grado di reagire prontamente e con soluzioni finalmente buone per fare un salto da canguro e non da gambero”.

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    Hamilton e Rosberg come Senna e Prost?

    Hamilton è stato chiaro al termine delle qualifiche, dopo l’errore di Rosberg che lo ha penalizzato: “Gestirò la rivalità con Rosberg come Senna fece con Prost”. L’opera di distruzione della storica amicizia è iniziata già qualche giorno prima, con le dichiarazioni al veleno dell’inglese: “Io vinco di più perché ho la fame di vittorie di chi era povero e non avevo niente: in adolescenza dormivo sul divano perché la casa dove abitavamo era piccola, Nico invece è cresciuto nel jet set a Montecarlo, fra aerei privati, motoscafi e lusso…”. Rosberg però sà di essere inferiore al compagno, dal punto di vista del talento, e così cerca in tutti i modi di stare al passo del compagno, battendolo su una pista tosta come Montecarlo, magari sfruttando un “trucchetto”, come quello del Mirabeu in qualifica.

    Hamilton però non l’ha mandata giù, l’amicizia ormai si è rotta e la rivalità si è accesa. Lewis, istintivo come Senna, mentre Rosberg calcolatore e freddo come Prost. 26 anni fa vinse Ayrton a Suzuka, il guanto di sfida è ormai stato lanciato, vedremo chi vincerà al termine di questa stagione.

    FABIO PSOROULAS, Twitter: @fabiopso, Google+, Facebook

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