F1 2014: numeri fissi dei piloti, quali faranno storia?

F1 2014: con i numeri fissi per i piloti (vedi lista ufficiale) quali avranno davvero la possibilità di fare storia e quali saranno numeri senza importanza? Alonso 14? Vettel 5? Hamilton 44? Ecco la nostra analisi!

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    F1 2014: numeri fissi dei piloti, quali faranno storia?

    Non sempre la ciambella riesce con il buco. Di VR46 (Valentino Rossi 46), CR7 (Cristiano Ronaldo 7), tanto per intenderci, o MJ23 (Michael Jordan 23), per andare un po’ più indietro con la memoria, ne nasce uno ogni tot anni. La Formula 1, fissando la norma che consente ai piloti di scegliersi il proprio numero, prova a dare agli assi del volante la stessa possibilità. Ma solo pochi, pochissimi, saranno davvero in grado di trasformare il numero di gara in un logo, un brand, riconosciuto a livello mondiale. Fernando Alonso con il 14? Kimi Raikkonen con il 7? Sebastian Vettel con il 5? Daniel Ricciardo con il 3? Lewis Hamilton con il 44? Nico Rosberg con il 6? Nico Hulkenberg con il 27? Jenson Button con il 22? Felipe Massa con il 19? Vediamo di capire chi ne ha davvero le possibilità.

    Per trasformare un numero in un marchio di fabbrica servono alcuni ingredienti fondamentali. Due su tutti: serve carisma; servono risultati. Vittorie e podi a profusione sono la condizione necessaria ma non sufficiente. Serve dar spettacolo. Serve sapersi far amare. Ma tutto ciò potrebbe non bastare: è, altresì, obbligatorio che che i curatori d’immagine di un pilota mettano su, a tavolino, una strategia promozionale vincente e del tutto analoga a quella di un’azienda. Non dimentichiamoci mai, in effetti, che i top driver sono tanto uomini quanto industrie che fatturano, nel complesso, quasi 100 milioni di Euro all’anno! Smaltita la premessa, possiamo ora analizzare i casi più interessanti del panorama 2014 della Formula 1.

    QUI Ferrari: Alonso 14, Raikkonen 7

    “Mi ha sempre portato fortuna fin da quando, il 14 luglio del 1996, all’età di 14 anni vinsi il Mondiale con un kart che aveva il numero 14”, ha dichiarato. Partiamo dal fenomeno più importante: Fernando Alonso. Il pilota della Ferrari risponde perfettamente all’identikit di cui sopra. Ha un amore storico per il numero 14. Il che aiuta. Nessun brand numerato ha senso se il possessore lo sceglie senza un po’ di cuore. Guida per la scuderia che ha più tifosi al mondo. E’ un campione. E’ un combattente. E’ uno con le palle. Sicuramente. E’, al tempo stesso, un uomo molto intelligente che sa gestire la propria immagine ed ha una fantastica mentalità imprenditoriale. Prova ne è anche la scelta di buttarsi nel mondo del ciclismo. Restando nel mondo Ferrari, l’outsider si chiama Kimi Raikkonen. Perché mai ha scelto il 7? “E’ il numero che avevo già lo scorso anno e non ci sono motivi per cambiarlo: mi piace, il che è sufficiente, no?”. Diteci voi se ne vale la pena.

    QUI Red Bull: Vettel 5, Ricciardo 3

    Chissà se vedremo mai Sebastian Vettel con il numero 5. Essere campioni del mondo ha questa piccola controindicazione: non si può correre con altro numero che non sia l’1. Il quattro volte iridato ha scelto il 5 con il quale ha vinto il primo titolo mondiale di F1 nonché il campionato tedesco Junior di Kart. Nota curiosa e, dal nostro punto di vista, non casuale: il “5″ e la “S” sono segni molto simili. Proprio come 5ebastian! Insomma: il logo è già pronto. E se Vettel non c’aveva ancora pensato a questa idea grafica, saremo pronti a chiedergli i diritti d’autore non appena gliela vedremo sul casco… Sempre sul nostalgico andante è Daniel Ricciardo che si prende il numero 3 in onore dei tempi del kart, della Formula BMW e del pilota Nascar Dale Earnhardt, di cui era tifoso, scomparso tragicamente nel 2001. Più di tutti gli altri già elencati, l’australiano ha una facilitazione in più: ha ancora tanti anni di carriera per sfoggiare il suo numero. Gente come Kimi Raikkonen, invece, non starà in Formula 1 per più di altri 3-4 anni visto che già ora va per i 35.

    QUI Mercedes: Hamilton 44, Rosberg 6

    Lewis Hamilton è un’indiziato a fare centro! Il 44, al pari del 14 e diversamente da roba come 7, 5, 3 o 6 – è un numero troppo particolare per passare inosservato. Lo ha scelto in onore dei suoi debutti in kart. L’anglocaraibico è, inoltre, tra i piloti più glamour e social del Circus. E’ un talento puro. Genio e sregolatezza. Sa infiammare le folle. Lo stesso, ma con qualche grado in meno, dicasi per Nico Rosberg se non fosse che il 6, scelto per far contenta la fidanzata e in ricordo del padre Keke, è molto più banale.

    QUI gli altri: Button 22, Hulkenberg 27, Grosjean 8

    Dando una rapida ripassata alla lista ufficiale dei piloti iscritti, troviamo, al di fuori dei tre top team, qualcosa di interessante. Jenson Button, ad esempio, campione del mondo da non dimenticare, si prende un interessante 22. Per lui, però, vale lo stesso discorso fatto per altri: non gli restano molti anni di carriera. Deve fare subito qualcosa di forte per lasciare il segno. La McLaren gliene darà la possibilità? Più chance hanno i giovani Grosjean e Hulkenberg. Il francese dovrebbe continuare a fare la testa calda, alternando ottimi risultati a manovre spettacolari. Al tedesco basterebbe, si fa per dire, strappare un contratto con la Ferrari. Il 27 sulla Rossa è qualcosa che si commenta da solo…