F1 2014, Pirelli rinnova la fornitura per 3 anni

Pirelli annuncia di aver raggiunto un accordo per il rinnovo della fornitura nel mondiale di Formula 1

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    F1 Gran Premio della Corea 2013   La Gara

    Era scontato finisse così, con Pirelli ancora fornitore unico del mondiale di Formula 1 2014. Era scontato, ma per avere l’ufficialità di un contratto rinnovato si è dovuto attendere fino al 16 gennaio. Il gommista italiano continuerà la sua avventura nella massima formula per ancora tre anni, fino al 2016 compreso, dopo aver sviluppato le gomme per la nuova era turbo. Non poteva essere diversamente, e i tempi stretti per l’ingresso di altri fornitori hanno giocato a favore di Pirelli, che è riuscita a strappare la sessione di test in Bahrain a dicembre, così come aveva a lungo chiesto negli ultimi mesi del 2013.

    La partita si giocava in gran parte sul terreno della possibilità di provare le gomme con parametri rappresentativi, possibili unicamente con le nuove monoposto. Rischiare figuracce e polemiche come nel 2013, non è qualcosa che un marchio importante come Pirelli poteva ancora sostenere. Nel comunicato stampa che annuncia il rinnovo della fornitura si legge come tra i punti cardine del nuovo regolamento sportivo sia anche previsto

    1) che uno dei 12 giorni di prove collettive “pre-season” dei team, disciplinati dal Regolamento Sportivo 2014, sarà dedicato esclusivamente agli pneumatici da bagnato. 2) che ciascun team dedichi esclusivamente ai test gomme una delle otto giornate di prove “in season” già previste dal Regolamento Sportivo 2014; ciò significa che in ognuna delle otto giornate di test, almeno un team, sino ad un massimo di due, si concentrerà sui test gomme insieme con i tecnici Pirelli. Pirelli continuerà a determinare le specifiche degli pneumatici e a gestire tutti gli aspetti del loro sviluppo, in stretta collaborazione con FIA e con le squadre, ed entro i parametri stabiliti dal Regolamento Sportivo e Tecnico Formula Uno FIA. Inoltre, Pirelli e la Federazione hanno concordato di discutere le modalità per una partnership in materia di sicurezza stradale nell’ambito del programma “FIA Action for Road Safety”.

    Con Jerez e il Bahrain sedi designate dei test invernali, sarà interessante capire come si potranno testare le gomme da bagnato. A parte confidare nel meteo in Spagna, perché porti pioggia, l’unica strada percorribile è quella di un allagamento artificiale, in perfetto stile Ferrari quando a Fiorano si svolgevano sessioni specifiche per le gomme da bagnato. In Bahrain appare quantomai improbabile che possa cadere anche una sola goccia di pioggia per testare le nuove coperture rain.

    Le richieste di test a fine 2013

    - «Fate qualcosa!».

    - «Ok, lasciateci provare».

    - «No, non se ne parla».

    Immaginiamo questa conversazione tra i team e il fornitore di gomme, dopo che in Corea si è levato l’ennesimo coro di lamentele sul degrado. Potrebbe essere nulla se messo a confronto con quel che avverrà nel 2014, quando non solo di sfida tra motoristi dovremo parlare.

    Cosa vuole la Pirelli è chiaro: monoposto 2013, competitive, veloci, per testare i prodotti da impiegare il prossimo anno. Per farlo, ovviamente, serve anche una pista che metta a dura prova gli pneumatici e, possibilmente, con temperature elevate. Affacciarsi alla prossima stagione senza una sufficiente raccolta di dati sul campo potrebbe essere drammatico. L’erogazione di potenza, la coppia, saranno profondamente diversi dai valori di quest’anno ed è nell’interesse dei team assecondare le richieste di prove in pista del fornitore.

    Eppure, l’ultimo “no” è arrivato al test da svolgere ad Austin con la McLaren, dopo il gran premio. «Stiamo girando con una monoposto del 2010 per sviluppare le gomme 2014, che nessuno sa realmente come saranno. E ancora, ogni volta che abbiamo chiesto di provare con una macchina 2011 ci siamo scontrati con un’opposizione», spiega Paul Hembery alla Reuters.

    Facile dare addosso a chi costruisce quelle cose nere e rotonde, ma come già accaduto quest’anno – quando la richiesta di mescole più morbide è stata fatta chiaramente da chi gestisce il Circus e avallata dai team – senza prove intense e rappresentative (vocabolo chiave del 2013, a partire dalla vicenda del test-gate) i riscontri che si ottengono servono a poco. «Andando avanti, per fare quel che dobbiamo fare, ci serve la possibilità di provare e aiutare tutti: piloti e team», ha proseguito Hembery.

    Ai piloti che si lamentano, andrebbe fatta presente una situazione di stallo che condiziona lo sviluppo. E’ come voler ottenere dei miglioramenti aerodinamici sulla monoposto 2013 provando i componenti su un progetto di tre anni prima: quali possono essere i riscontri effettivi?

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    «Mentre nessuno vuole capire che otterranno un vantaggio dai test, non si può andare avanti in circolo e decidere di non far nulla. Qualcosa deve cambiare». Lo scenario che si apre davanti vede due date utili per intensificare la raccolta dati: Interlagos e Sakhir. Ma se la scelta di andare in Bahrain nel mese di gennaio sembra tardiva, quella di Interlagos sarebbe la soluzione ideale. Già nel 2012 si ebbero le prime avvisaglie nelle prove libere del venerdì, di quanto le specifiche 2013 fossero critiche da gestire. Non si diede quasi peso a quei riscontri, poi arrivò Barcellona e il suo clima invernale, una stagione iniziata “al buio” sul comportamento delle gomme e i fatti di Silverstone a completare la frittata.

    «Al termine della stagione ci piacerebbe usare alcune di queste macchine perché sono le migliori e più veloci che abbiamo al momento. Avrebbe senso anche perché per la gran parte delle squadre sono di scarsa rilevanza ormai», ha commentato Hembery. Quel che (non) serve alla Formula 1 tra pochi mesi è ritrovarsi con un’incognita gomme in più da gestire. E si parla di test per valutare il comportamento delle mescole da asciutto, lasciando un punto interrogativo enorme su cosa accadrà per le mescole da bagnato.

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