F1 2014, Ricciardo: motore Renault azzera il talento

In Red Bull sono ai ferri corti con il motorista Renault e la debacle austriaca ha un colpevole preciso

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    F1 GP Austria 2014, le prove del sabato

    Il ragazzo, più di tanto, non può fare. Daniel Ricciardo sta andando oltre ogni più rosea previsione nella sua prima annata Red Bull. Avrebbe dovuto “subire” l’ambiente, adattarsi e imparare dal titolato campione di Heppenheim. Invece, pronti via e ti stampa il podio nella gara di casa. Prestazioni continuamente al vertice, tiene la baracca Red Bull in piedi ed è l’unico, finora, non Mercedes ad aver vinto una gara. Come fai a chiedergli di andare ancora oltre. I limiti sono tutti in quella power unit Renault, diventata relativamente affidabile, ma con un deficit di potenza imbarazzante, tanto che anche il buon Daniel, sempre sorridente, è costretto ad ammettere come quella differenza di cavalli dai V6 Mercedes spazzi via il talento. Per seguire la diretta delle prove libere 2 da Silverstone, BASTA CLICCARE QUI!

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    In Lotus, secondo le ultime indiscrezioni, passeranno ai motori tedeschi il prossimo anno, salvo beghe contrattuali da risolvere. In Red Bull, con insistenza circola la notizia di una power unit fatta in casa, ma è fantascienza. Non ci sono i tempi per realizzare un motore migliore del Renault ed essere pronti e competitivi nel 2015: l’unica strada percorribile e trovare un altro fornitore. Percorribile, in via teorica. Perché i contratti o li rispetti o stracciarli diventa molto costoso.

    «E’ frustrante perché in rettilineo non ci sono abilità particolari richieste. [Il deficit di potenza del motore] spazza via il talento: Chiunque può saltare in macchina e, se non hai paura, andare a 300 orari facilmente sul dritto. [Il motore] ti fa perdere tempo per nulla, è questo che è frustrante. Da parte della Red Bull, hanno impiegato tempo, denaro, per progettare una macchina veloce in curva, che viene sverniciata sul dritto». Spiega come meglio non si potrebbe, Ricciardo. In Austria è riuscito a strappare un misero ottavo posto all’ultimo giro, con un sorpasso di forza su Hulkenberg, inventato tra curva 3 e 4, ma per l’intera gara la Red Bull è stata costretta a guardare gli scarichi altrui allontanarsi sui rettilinei.

    «Sono ancora “nuovo” all’interno del team, e non inizierò a lanciare cose per aria lamentandomi che non va come dovrebbe: ci sono altri che lo fanno, io guido quel che mi viene dato ma ho fiducia che riusciremo a ribaltare le cose. Quest’anno è ormai andato, ma nel 2015 conto che miglioreremo».

    Fabiano Polimeni

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