F1 2014, Vettel: resto in Red Bull, Ricciardo mi ha reso la vita difficile

Sebastian Vettel ribadisce di voler restare in Red Bull fino al termine del contratto

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    Con il rischio di essere clamorosamente smentiti, ma allo scambio Vettel-Alonso non ci crediamo nemmeno un po’. Questa volta proviamo a esaminare lo scenario dalla prospettiva di Sebastian Vettel, aggiungendo le ultime dichiarazioni rese a Sport Bild.

    Il tedesco è reduce da un’annata disastrosa, se si mettono a confronto i risultati di Ricciardo e quelli del quattro volte iridato, che tutti pronosticavano facile vincitore nella nuova sfida post-Webber. Le cose sono andate esattamente all’opposto e abbandonare il team che lo ha portato sul tetto del mondo per ben quattro volte sarebbe una scelta pessima, non fosse altro perché mancherebbe la chance di rifarsi nel 2015 nei confronti dell’australiano.

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    Un’avventura in Ferrari già nel 2015, con poche possibilità di successo nell’immediato, rischierebbe di trasformare la carriera di Vettel, letta negli anni a venire, come una banale equazione: titoli mondiali=monoposto migliore. Stop. Il pilota? Sopravvalutato, visto come le prendeva da Ricciardo. Serve un’altra stagione in Red Bull, nella quale rifarsi pienamente, poi semmai la ricerca di una nuova sfida. «Ho già detto in diverse occasioni che ho un contratto per il prossimo anno e sto lavorando sapendo che continuerò a guidare per la Red Bull. Ho ancora tanto da conquistare con questo team e voglio fare tutto il necessario per assicurarmi il ritorno al vertice».

    Parla anche di Ricciardo, sul quale dice: «Daniel ha fatto un gran bel lavoro e mi ha reso la vita difficile, ma è positivo per il morale del team: i suoi risultati hanno dimostrato che la macchina dopotutto non è così male».

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    Proprio sul progetto della RB10 sembra esserci qualcosa che non si sposa con il suo stile di guida. L’abbandono degli scarichi soffiati l’ha penalizzato a tal punto? Dev’esserci necessariamente altro, non può risolversi tutto in un particolare – per quanto dall’impatto enorme sull’aderenza del retrotreno -. «Ogni volta che voglio spingere o fare qualcosa, semplicemente non accade. E’ una caratteristica della macchina di quest’anno, legata al carico aerodinamico che abbiamo e alle gomme. Non riesco ad avere quel che cerco in determinate fasi della curva: non è una scusa, perché alla fine devo tirare fuori il meglio dalla monoposto. Abbiamo compiuto grandi progressi, dobbiamo farne ancora degli altri».

    Fabiano Polimeni