F1 2015, Alonso: complotto per escluderlo dalla 24H di Le Mans?

Formula 1 2015: Alonso non parteciperà alla 24 ore di Le Mans forse a causa di un complotto ai suoi danni ordito da Ecclestone, McLaren e FIA! Ecco i dettagli...

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    Fernando Alonso non ha molti amici nei quartieri alti della Formula 1. Se poi si mette in testa un’idea come quella di correre la 24 ore di Le Mans, allora viene facile per Ron Dennis, Bernie Ecclestone e Jean Todt, trovare il modo di mettergli il bastone tra le ruote. A scoperchiare il possibile complotto per escludere l’asso di Oviedo da una delle gare più prestigiose al mondo è la testata Marca che fa notare come sia stato inserito nel calendario della F1 2015, tanto pretestuosamente quanto provvisoriamente, il Gran Premio di Corea proprio nel weekend della 6H di Spa, gara alla quale Alonso avrebbe obbligatoriamente dovuto partecipare per ottenere l’iscrizione a Le Mans.

    Alonso con Porsche

    Si dice che Alonso ha già firmato un accordo con la Porsche riuscendo ad inserire questa clausola quando ha firmato il contratto con la McLaren-Honda. Non a caso, all’epoca, se ne uscì con dichiarazioni sibilline tipo “Ci saranno grandi novità per me che entusiasmeranno i miei tifosi…”. Ora si capisce a cosa faceva riferimento. Ma non poteva immaginare che i poteri forti si sarebbero mossi per boicottarlo. O forse sì.

    Tutti hanno qualche buona ragione. Innanzitutto la stessa McLaren-Honda, poiché né Ron Dennis né i nipponici hanno certo piacere a vedere il suo pilota correre e forse vincere al volante di una macchina diversa dalla loro. In secondo luogo Bernie Ecclestone, concentrato nel mantenere il prestigio della Formula 1 come massima categoria motoristica, non vuole che uno dei piloti più forti al mondo strizzi l’occhio ad altri. Semmai, che ci vada a fine carriera… Infine Jean Todt: i rapporti tra Alonso e il presidente della FIA non sono mai stati buoni. Sono vecchie ruggini che risalgono ai primissimi anni 2000 quando l’asturiano rifiutò il ruolo di giovane collaudatore per la Ferrari (posto che poi venne preso da Massa) chiedendo sfacciatamente maggiori garanzie. Da allora i due non si sono mai capiti. E, non a caso, le porte di Maranello sono rimaste chiuse per Alonso fino all’addio di Todt.

    Gene: “Alonso non ha sbagliato a scegliere McLaren”

    I commenti sulla scelta di Fernando Alonso di legare la sua ultima fetta di carriera alle sorti dell’accoppiata McLaren-Honda continuano a proliferare. Il pubblico si divide tra chi crede ancora sia stata una mossa giusta e chi la vede come un autogoal clamoroso per le ambizioni di successo del due volte iridato. L’opinione più equilibrata arriva dal ferrarista e amico del pilota, Marc Gene:“I risultati non sono tutto, soprattutto vanno visti nel lungo periodo - si legge su Diario Sport – io, ad esempio, faccio le mie scelte dando la priorità al posto in cui voglio stare. E solo il tempo dirà se i risultati saranno stati in linea con le aspettative personali. Se Fernando è contento dove si trova attualmente, allora ha fatto bene. Lui ha fatto una scelta tutta da solo e senza forzature guardando al medio termine mentre è ovvio che nel brevissimo sarebbe stato meglio restare in Ferrari”

    McLaren: risolti problemi di comunicazione con Honda

    Uno degli ostacoli più grossi nel lavoro di crescita dell’accoppiata McLaren-Honda è legato a problemi di comunicazione. Pare strano dire ciò nel 2015, ma c’è stato bisogno di trovare veri e propri mediatori culturali per far convivere due background così diversi come quelli inglese e nipponico. Ora Eric Boullier annuncia, come una liberazione, che il bandolo della matassa è stato trovato:“Negli ultimi mesi ci sono stati radicali cambiamenti nell’azienda, si è passati dall’imporre al chiedere – riporta Autosport – Ora c’è un flusso continuo di idee e opinioni con tutti che si sentono parte del progetto di creazione e sviluppo della monoposto”. Questo nuovo clima ha avuto conseguenze positive anche all’interno del gruppo degli ingegneri che, secondo le stime, hanno prodotto solo un 5% di nuove componenti aerodinamiche che non hanno funzionato a dovere contro il 50% del 2014.