F1 2015, Alonso: la sua reputazione può sopportare un altro fallimento?

Formula 1: Alonso dichiara di essere tornato in McLaren per finire il lavoro iniziato nel 2007. Ma quante volte ha fallito nella sua carriera dando colpe agli altri? Troppe. Forse..

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    Da dove prendiamo spunto? Un po’ qua e un po’ là. Fernando Alonso ha recentemente dichiarato che il suo ritorno in McLaren ha una ragione chiara:“Si tratta di un lavoro iniziato nel 2007 ma che non sono riuscito ancora a portare a termine. Sono di nuovo qui per vincere il titolo mondiale e rimettere il numero 1 sul musetto”. Da un’altra parte, il mitico Mauro Forghieri (i più giovani cerchino di lui su Wikipedia), accusa lo spagnolo di essere uno dei principali responsabili dei mancati successi della Ferrari.

    Alonso: la sua reputazione può sopportare un altro fallimento?

    A ben vedere, l’asturiano ha lasciato diversi progetti a metà e, nonostante questi lo abbiano visto come indiscusso leader, non ha tirato fuori nulla di buono! Della McLaren abbiamo già detto, ma c’è anche da ricordare la sua seconda vita in Renault prima della deludentissima esperienza in Ferrari. Riuscirà stavolta a fare qualcosa di buono o, come credono alcuni, confermerà i suoi punti deboli quanto a lavoro di squadra? Si riscatterà o verrà etichettato a vita come un grande pilota, un eccellente animale da gara, ma un pessimo collaudatore? L’assaggio di stagione 2015 di F1 che sta venendo fuori dai test di Jerez dice che anche quest’anno sarà dura per lui. E, anche stavolta, ci saranno vagonate di alibi sul suo operato e decine di tecnici pronti a veder rotolare la propria testa qualora le cose sulla macchina non vadano bene.

    Alonso: la sua reputazione può sopportare un altro fallimento?

    “Sono tornato qui perché voglio rivivere le sensazioni di lotta al vertice che ho avuto nel 2007 e che recentemente mi sono mancate”, ha ribadito Fernando Alonso rispondendo alle domande dei fans della McLaren provenienti da Twitter.

    Intervistato da Fabrizio Corgnati, ci pensa Mauro Foghieri, invece, ad aiutare i tifosi della Ferrari a dimenticare definitivamente la nostalgia per l’asso di Oviedo. L’analisi dello storico direttore tecnico di Maranello è impietosa e ci obbliga a fare qualche nuova riflessione:“Se per tre o quattro stagioni di fila la macchina ha gli stessi problemi, vuol dire che non si sviluppa nella direzione giusta, e la colpa è del pilota. Alonso è un grandissimo corridore, ma non è un buon collaudatore. Ogni anno, quando gli davano la macchina in mano, diceva che tutto era perfetto, poi dopo qualche mese cominciava a parlarne male. Il vero campione è quello che gestisce la squadra”.

    Alonso: la sua reputazione può sopportare un altro fallimento?

    Il rischio dello smacco c’è. Immaginate una McLaren-Honda che non prende il volo ed una Ferrari che imbrocca la direzione giusta per la competitività nell’arco di pochi mesi grazie alle indicazioni di quel Sebastian Vettel che ha già aiutato la Red Bull a vincere 4 titoli mondiali piloti e altrettanti tra i costruttori. “Non si diventa campioni del mondo quattro volte senza avere una certa sensibilità per la macchina Si possono avere i simulatori e i computer più avanzati del mondo, ma chi giudica davvero la macchina è il pilota in pista”, ha chiosato Forghieri commentando l’arrivo del tedesco a Maranello.