F1 2015, Alonso lancia l’allarme: siamo 10 secondi più lenti di 10 anni fa

Formula 1 2015: Fernando Alonso lancia l'allarme facendo notare che le monoposto di oggi sono fino a 10 secondi al giro più lente di quelle del 2004. La F1 rischia di perdere fascino?

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    La Formula 1 ha nel suo DNA l’essere la categoria regina del motorsport. Per fare ciò, deve necessariamente puntare su una supremazia tecnologia e velocistica rispetto alle serie concorrenti. Da questo punto non ci si può spostare. Fanno molto rumore, quindi, le osservazioni di Fernando Alonso che, intervistato da crash.net, ricorda come siano cambiate in peggio le prestazioni delle monoposto negli ultimi dieci anni:“Abbiamo auto diverse, più lente e più pesanti. In Cina avevamo un passo sull’1’43 mentre nel 2004 era di 1’33! Ci sono dieci secondi di differenza. E vi posso assicurare che guidare auto che sono tanto più lente non dà più certe sensazioni al pilota”.

    Svolta Green

    La Formula 1 ha puntato su una svolta green, chiedendo ai costruttori di realizzare motori V6 turbo meno assetati di benzina e che strizzassero l’occhio alla tecnologia della mobilità elettrica. Tutto ciò ha avuto un costo che la FIA spera di riprendersi con gli interessi una volta che lo sviluppo avrà compiuto per intero il proprio ciclo. “Devo anche dire, d’altro canto, che il DNA del nostro sport è rimasto intatto poiché si compete sempre gli uno contro gli altri battagliando in pista oltre a dover dimostrare di essere più intelligenti sfruttando a proprio vantaggio le tattiche di gara”, ha proseguito Fernando Alonso omettendo di ricordare, però, che nel 2004 le monoposto viaggiavano sempre scariche di benzina in quanto si poteva fare, a differenza di oggi, il rifornimento in gara. “Quando corro con i kart assieme agli amici vado solo a 50 all’ora ma mi diverto lo stesso se c’è competizione”, ha aggiunto l’asso delle Asturie per spiegare meglio il concetto.

    Button: record personale alla Maratona di Londra

    Fernando Alonso si diverte con i kart e, se deve fare fatica vera, monta in sella alla sua bici. Il compagno di squadra Jenson Button non gli è da meno quando c’è da metterla sul lato atletico e lo ha dimostrato anche nella recente Maratona di Londra che ha chiuso con il tempo di 2 ore, 52 minuti e 30 secondi migliorando il suo precedente primato di 6 minuti. Per i meno addentro al tema, basti dire che il vincitore keniano Eliud Kipchoge ha coperto i fatidici 42 chilometri e 195 metri in 2h04’41” mantenendo un ritmo di 3 minuti al chilometro contro i 5-6′ di un amatore mediamente allenato ed i 4′ tenuti da Jenson Button. Il pilota McLaren ha concluso al 949° posto assoluto su quasi 40 mila partecipanti.