F1 2015, Arrivabene: “Ferrari ha raggiunto Williams e Red Bull, ora puntiamo a Mercedes”

Formula 1 2015: Arrivabene conferma che la Ferrari ha ora come obiettivo quello di ridurre il gap dalla Mercedes ma, intanto, deve risolvere alcuni problemi come il morale di Raikkonen e i pit stop lenti e problematici...

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    La Ferrari è uscita bella gasata dal Gran Premio d’Australia di Formula 1 2015. Tant’è che il team principal Maurizio Arrivabene ha subito inserito la modalità attacco alle Mercedes. Intervistato da ESPN, ha ribadito anche a mente fredda un concetto già espresso nell’immediato dopo gara di Melbourne:“Abbiamo raggiunto la competitività di Williams e Red Bull per cui ora dobbiamo puntare a ridurre il gap dalle Mercedes”. Forse il capo della Gestione Sportiva di Maranello si sta mostrando un po’ troppo incauto. Non si era detto che il risultato della prima gara dell’anno era tutt’altro che veritiero per giudicare i valori in campo? Non si era detto che ci sarebbero volute almeno 3-4 gare prima di dover fare un bilancio? In tal senso, il GP di Malesia di domenica prossima potrà dare qualche conferma. Ma anche qualche brutta delsione…

    Arrivabene: “No ansia da prestazione, ma seguire il programma”

    “Ora che abbiamo preso Williams e Red Bull dobbiamo essere più convinti delle nostre potenzialità. Dobbiamo andare avanti così seguendo il giusto metodo che consiste nel rispettare il programma di lavoro senza farsi prendere da ansia o panico, perché vogliamo ridurre il distacco dalla Mercedes”, ha ribadito Arrivabene. Eh sì, il numero 1 del box italiano ora rischia grosso nel proclamarsi come l’anti-tedesco per eccellenza. Mettiamola così. Il gasamento del clan Ferrari è ben giustificato se si pensa al pessimo 2014 ed ai fantasmi con i quali il team ha affrontato il primo esame dell’anno. Non va dimenticato, però, che è folle pensare che la prova sia stata superata a pieni voti. Il distacco dai battistrada è stato alla fine di oltre mezzo minuto. E in quel lasso di tempo potevano inserirsi molti avversari. Quindi, se va premiata la crescita del Cavallino Rampante, va anche sottolineato che il podio di Vettel è frutto anche dei demeriti altrui.

    Ferrari: trattamento speciale per Raikkonen

    “Sebastian era felice in Australia, perché ha avverato il suo sogno di ottenere un podio in Formula 1 con la Ferrari”, ha ricordato Arrivabene spiegando che ha riservato un trattamento speciale soprattutto a Raikkonen:“Quanto a Kimi, sono andato subito a parlare con lui perché credo fosse necessario capirlo e tenerlo su di morale. Festeggiare uno e ignorare l’altro non funziona. Abbiamo due ragazzi che stanno lavorando molto bene insieme e il mio compito è quello di mantenere il giusto equilibrio. Voglio che Kimi senta la mia fiducia. Gli ho ripetuto molte volte ‘sei un martello, stavi spingendo come un dannato con tempi molto buoni’. Voglio due piloti che lottino per prendere punti nel Mondiale”.

    C’è da migliorare nei pit stop

    Il mozzo sfilettato che è costato il ritiro a Kimi Raikkonen non è un evento da catalogare come semplice “sfiga”. Processi minuziosi e controlli qualità devono funzionare anche in questo delicatissimo ambito. Poche storie. Parlare di Ferrari e pit stop del GP d’Australia, però, porta a fare anche un’altra riflessione. I tempi dei cambi gomme del team italiano sono stati sotto media rispetto ai rivali nonostante questo aspetto fosse l’unico che nel 2014 ha funzionato alla grande. Da cosa deriva questa involuzione? La nuova squadra di meccanici non è ancora al livello della precedente. Non tutti i cambi generazionali vedono il nuovo all’altezza del vecchio. La speranza Ferrari è che l’allenamento mirato che stanno facendo porti subito ad un cambio di rotta. Non vorremmo dover rimpiangere Pat Fry che come tecnico “puro” ha sempre lasciato a desiderare ma come organizzatore di processi ha detto la sua sin dall’istituzione, ad esempio, del remote garage che consente di analizzare i dati della pista in tempo reale anche ad un team di tecnici che risiede stabilmente a Maranello.