F1 2015, Austin: il Processo al GP degli USA

F1 2015, Austin: il Processo al GP degli USA

    F1, GP Usa   Le gara ad Austin

    Una gara memorabile, resa tale da macchine imperfette, mandate in pista senza un riferimento chiaro su cosa sarebbe accaduto e come avrebbero reagito con l’asfalto asciutto. Il Gran Premio degli USA 2015 a Austin ha regalato spettacolo, assicurato da diversi protagonisti. Trionfa Hamilton, ma tanti altri hanno brillato: dalle Red Bull in avvio, a Rosberg per una parte di gara, fino a Vettel, Verstappen, lo stesso Raikkonen per la caparbietà dimostrata. Non sono mancati gli episodi chiave, da analizzare schierandosi da una parte o dall’altra, nel consueto Processo al gran premio. Chi finirà questa volta sotto accusa?

    ACCUSA – Sbaglia tutto e deve arrabbiarsi solo con se stesso. Quando è in testa alla gara fa un errore da debuttante, cambiando marcia in uscita di curva 12, con la Mercedes in perdita d’aderenza e l’eccesso di coppia lo porta fuoripista, lasciando via libera a Hamilton. Fino a quel momento non aveva corso male, anzi, veloce e protagonista, sfrutta la Safety Car a dovere per fare il pit. Un errore, però, che rovina tutto e la faccia sul podio non è giustificabile. Si lamenterà poi della manovra di Hamilton in partenza, quando Lewis l’ha accompagnato fuori. Modi rudi, ma dovrebbe saperlo Nico. Finché non mostrerà gli artigli e si libererà del “complesso di Spa”, facendo a ruotate, a costo di andare entrambi fuori pista, trasparirà sempre la sua debolezza nel contrasto deciso. E poco importano gli “interessi del team”. Manca di cattiveria agonistica, con la quale si vincono i mondiali. | LEGGI ANCHE: HAMILTON E’ CAMPIONE, TERZO TITOLO IN CARRIERA | DIFESA - Parte male ma sa rimontare ed è lesto nel primo periodo di VSC a superare Ricciardo senza lasciare il tempo all’australiano di realizzare cosa stesse accadendo. E’ sempre velocissimo con le gomme morbide e la gara la perde per un errore banale. Legittimo che sia arrabbiato, né tantomeno deve partecipare a una festa che non è la sua, sul podio. Ha pienamente ragione, inoltre, quando accusa Hamilton per i modi usati in partenza. Lewis aveva tutto lo spazio per fare la curva e uscire in testa, ma ha voluto penalizzare il più possibile Rosberg, nonostante tutto bravo a recuperare, girando anche più forte di Lewis con gomme intermedie.

    F1, GP Usa   Le gara ad Austin

    ACCUSA - Ennesima gara gettata alle ortiche. Parte bene e riesce a risalire il gruppo, poi al momento di passare alle morbide, un errore che da un pilota della sua esperienza non ci si aspetterebbe: prende una chiazza di bagnato e finisce contro le barriere. La rottura delle prese d’aria dei freni lo porta al ritiro pochi giri dopo. Non capitalizza il potenziale Ferrari, che vorrebbe dire arrivare almeno in scia a Vettel, rispetto al quale pure ha dimostrato di potersi confrontare. | LEGGI ANCHE: KIMI, ERRORE MIO | DIFESA - C’è l’errore che gli costa il risultato, d’accordo, ma la caparbietà mostrata nel voler ripartire da quella posizione, bloccato contro la barriera, va oltre l’esito del Gran premio degli USA. In Russia aveva tentato l’impossibile su Bottas, a Austin l’impossibile per non perdere una gara dalla quale sarebbe potuto uscire con un buon bottino. Episodi di gara, l’uscita di pista con gomme morbide fa parte del gioco e non va criticato Kimi. Certo, ci aspettiamo finalmente un ritorno a prestazioni di livello, già in Messico

    Formula 1   GP Usa Austin, giovedì pre gara

    ACCUSA - Button alla vigilia si augurava che Alonso gli desse pesantemente la paga, segno che avrebbe voluto dire una power unit evoluta finalmente capace di fare la differenza rispetto alle specifiche precedenti. Non solo Button non rimedia distacchi siderali, finisce davanti a Fernando, rallentato da un problema tecnico. In McLaren raccolgono uno dei migliori risultati dell’anno, quanto a piazzamento finale, ma resta l’incertezza sulla capacità di sviluppo della Honda. I gettoni sono stati spesi tutti, le prestazioni ancora latitano ed è solo per due straordinari piloti che si porta a casa un bottino accettabile. DIFESA - Austin non era la gara ideale per valutare i progressi sul fronte della power unit, viste le condizioni precarie nelle quali si è corso. E’ un dato di fatto che entrambi i piloti arrivano a punti, pur con qualche problema di affidabilità per Alonso. I passi avanti si potranno quantificare subito, domenica prossima in Messico, pista che metterà alla prova il motore. Per ora hanno ragione loro, buona prestazione nonostante tutto.

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