F1 2015. Bianchi, parla il padre: Jules potrebbe non svegliarsi

Il padre di Jules Bianchi parla di nuovo dopo l'incidente e annuncia di essersi affidato a un legale per fare chiarezza e stabilire le responsabilità

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    La Marussia è salva e correrà come Manor, il mondiale di Formula 1 riparte in Australia, come da programma. Ma c’è un assente, manca Jules Bianchi, sempre confinato nel limbo, mai risvegliatosi dopo l’incidente di Suzuka. E’ in Francia, a Nizza, e continua la sua lotta insieme alla famiglia. Proprio il padre Philippe torna a parlare, e lo fa sulle colonne della Gazzetta dello Sport. «Serve pazienza, tanta pazienza. Ci sono piccoli progressi, ma Jules resta sempre in coma. E finché lui non si sveglierà, l’unica cosa che noi possiamo fare è aspettare», spiega.

    Sul decorso clinico, impossibile fare previsioni: «I dottori non si pronunciano, finché resta in questo stato non possono dire niente. Potrebbe svegliarsi oppure non farlo mai, di sicuro Jules sta combattendo. Vivere così è inumano, non sapere come andranno a finire le cose è davvero difficile, sapere che in ogni momento può arrivare una spiacevolissima chiamata dall’ospedale… Ma dobbiamo essere forti per Jules, bisogna farlo per lui».

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    Ovviamente l’ultimo dei pensieri che passa per la mente di Philippe Bianchi è l’inizio del campionato, privo di qualunque senso ormai. Per quanto ci sia accettazione di un mondo che vive di regole e tempi suoi, c’è ancora qualcosa da chiarire evidentemente nell’incidente occorso a Suzuka. Non si spiegherebbe altrimenti la chiamata di un legale: «Il mio compito al momento resta soltanto quello di occuparmi di Jules. Per quello che è successo in Giappone, invece, mi sono preso un ottimo avvocato: è lui che sta studiando tutto quello che è successo quel giorno e, fino a quando il mio legale non sarà arrivato a una conclusione, io non posso e non voglio dire niente. Non so ancora che strada prenderemo, cosa succederà in futuro, di sicuro quello che è accaduto a Suzuka non è stata una situazione normale di gara. L’inchiesta ha detto che in pista non è successo niente di sbagliato, però poi hanno cambiato tutto.», rilancia Bianchi senior.

    Ricordiamo che una commissione d’indagine ha studiato la vicenda, arrivando a conclusioni che, di fatto, scagionano da qualsiasi responsabilità la direzione gara.