F1 2015: caso Van der Garde-Sauber, pilota: “sono triste e dispiaciuto” [FOTO]

F1 2015: caso Van der Garde-Sauber, pilota: “sono triste e dispiaciuto” [FOTO]
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 11/05/2017 16:01

    Van der Garde

    La complicata situazione tra la scuderia Sauber e Giedo Van Der Garde si è conclusa con un risarcimento record al pilota e le malinconiche parole dello stesso tramite la sua pagina di facebook. L’olandese aveva vinto la causa contro la scuderia elvetica e doveva correre a Melbourne come pilota titolare. Tutto sembrava deciso ma poi il dietrofront finale con Nasr ed Ericcson in pista e Van Der Garde a casa. Motivo? la Sauber ha deciso, seppur in una situazione economica difficile, di pagare un ‘risarcimento record’ imposto dalla corte per silurare Van Der Garde e lasciare spazio a Nasr. Dal paddock si vocifera che la cifra si aggiri intorno ai 15 milioni di euro. Il pilota olandese ha poi spiegato il suo stato d’animo via facebook: “Sono triste e dispiaciuto. Ho sempre lavorato duramente per arrivare in F1 durante la mia carriera e fino a Sabato ho lottato per avere quel posto. La scuderia ha scelto diversamente pagando una penale alta per liquidarmi. Il mio sogno chiamato Formula 1 è probabilmente finito. Ora mi dedicherò ad altre serie e gare come la 24h di Le Mans. Voglio fare un appello alla Federazione che controlli meglio certe situazioni e mi auguro che ciò che è successo a me non ricapiti ad altri piloti. Bisogna proteggere i piloti e i contratti che vengono stipulati. Ringrazio i miei fans per il supporto ricevuto.”

    L’esito della corte

    Giedo Van der Garde deve correre il Gran premio d’Australia di F1. E’ quanto ha confermato il risultato dell’appello, avanzato dalla Sauber contro la decisione della Corte Suprema di Melbourne, che mercoledì aveva riconosciuto il diritto del pilota olandese a essere su una delle due monoposto del team di Hinwil. A dire il vero, nella statuizione d’appello i giudici si sono limitati a rilevare l’assenza di qualsiasi errore nella decisione di primo grado, pertanto non entrando nel merito della vicenda. Ma c’è dell’altro.

    Vicenda complicata

    La vicenda prosegue nel pomeriggio (mattina in Italia) di Melbourne, perché la stessa corte ha indetto un’udienza venerdì mattina, alle 10:30, due ore appena dall’inizio delle prove libere 1 per verificare che il pilota sia stato messo nelle condizioni di poter correre effettivamente. Il rischio è che vengano sequestrate le attrezzature della Sauber presenti a Melbourne nel caso Van der Garde non venisse messo in macchina. Tutto concluso? Per nulla. Infatti, l’ultima indiscrezione dal paddock riporta l’assenza di una superlicenza valida e rinnovata da parte del pilota, notizia sulla quale, tuttavia, non c’è conferma. Una procedura d’urgenza potrebbe sanare il vizio. Continueremo intanto a seguire la vicenda e darvi aggiornamenti su chi, domani, tra Nasr, Ericsson e Van der Garde guiderà la Sauber C34.

    Il ricorso alla Corte Suprema

    Il primo tempo della partita tra Van der Garde e Sauber si chiude sul 2 a 0 per il pilota olandese. A Melbourne è arrivata l’attesa sentenza della Corte dello Stato di Vittoria, dinanzi alla quale aveva avanzato ricorso Van der Garde per veder riconosciuti i diritti sul sedile da titolare in Sauber già dal gran premio d’Australia 2015. Il giudice Croft ha dato ragione al pilota, disponendo che il team elvetico lo schieri non solo nella gara inaugurale ma per l’intera stagione e confermando l’esito dell’arbitrato svizzero dei giorni scorsi.

    Vicenda molto complessa, specialmente per i risvolti economici, che potrebbe avere una eventuale conferma in appello della decisione resa nota oggi. Sarà il secondo tempo della partita, quello decisivo, che metterà la parola fine (momentaneamente, visto che è lecito presupporre l’avvio delle medesime procedure legali nei prossimi appuntamenti del mondiale). Si attende giovedì mattina il verdetto della corte presieduta da Whelan e Ferguson, con le stesse parti convenute: non solo pilota e team, ma anche i legali di Nasr ed Ericsson, poiché vantano legittime pretese di correre, sulla base di accordi e anticipazioni finanziarie effettuate nel 2014.

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    E’ una corsa contro il tempo, nella quale la linea difensiva legata alla sicurezza portata avanti da Sauber non ha funzionato. Monisha Kaltenborn si è detta contrariata della decisione, aggiungendo: «Siamo delusi, adesso dobbiamo prender tempo per capire cosa comporta e quale sarà l’impatto sulla stagione. Quel che non possiamo fare è mettere a repentaglio la sicurezza del nostro team e di qualunque pilota in pista, schierando un pilota impreparato su una macchina che è stata cucita su misura degli altri due».

    La scelta di rifarsi a questioni di sicurezza desta non poche perplessità, vuoi per i tempi tecnici nella realizzazione di un sedile, vuoi per le sostituzioni-lampo di piloti trovatisi all’ultimo momento a dover salire in macchina. Sul fronte Van der Garde, invece, il pilota commenta entusiasta la pronuncia di Melbourne, e lo fa a Motorsport.com. «Guardo all’inizio del week end, avevo un rapporto molto buono con il team e lo ho ancora, credo che abbiano fatto un gran passo avanti in inverno e sono contento. Non vedo l’ora di lavorare insieme di nuovo e farlo bene da questo fine settimana».

    Parla quasi trascurando le reazioni che potrebbero esserci in seno alla Sauber, che si ritrova un pilota imposto dalla giustizia e che ha fatto la guerra al team. «Non vedo alcun problema, l’anno scorso abbiamo avuto una stagione buona non solo sui risultati dei test, ma anche sul fronte dei rapporti personali. Dall’altro lato dobbiamo metterci insieme e rivolgere le nostre teste nella stessa direzione, spingendo per cercare i primi punti». Parla già come se l’appello confermerà il verdetto di primo grado l’olandese, quell’appello che in Sauber devono necessariamente vincere per non ritrovarsi con grane economiche tali da mettere a repentaglio la stagione.

    Fabiano Polimeni

    Come inizia la brutta storia

    La stagione di Formula 1 non è ancora iniziata ed è già esplosa la prima polemica. In attesa di capire se la Manor riuscirà oppure no a presentarsi ai nastri di partenza, c’è un altro caso che sta tenendo banco in queste ultime ore ovvero quello di Giedo Van Der Garde. Il pilota 30 enne avrebbe dovuto guidare una Sauber in questa stagione ma alla fine la scuderia elvetica si è tirata indietro scegliendo Ericsson e Nasr. L’olandese e il suo sponsor non hanno ovviamente accettato di buon occhio questa decisione e hanno trascinato in tribunale la scuderia. Mercoledi 11 Marzo si saprà la sentenza del giudice. Secondo l’accusa non è stato rispettato un contratto già firmato mentre per la difesa il pilota non garantirebbe la sicurezza necessaria in pista. Come andrà a finire? L’ex pilota della Caterham doveva essere uno dei titolari e l’accordo sembra fosse già stato firmato da entrambe le parti. Quando tutto sembrava pronto all’improvviso la Sauber, a detta degli avvocati del pilota, si è tirata indietro scegliendo Ericsson e Nasr come piloti ufficiali della stagione 2015. Davanti alla Corte di Melbourne si saprà qualcosa di più Mercoledi mattina alle ore 10 con la sentenza del giudice. I difensori della scuderia elvetica hanno dichiarato: “Giedo non ha mai guidato la C34 e non avrebbe il tempo necessario per imparare a portare la monoposto in pista. Sarebbe poco sicuro anche per il resto del gruppo.” I legali del pilota invece sono convinti di vincere la causa avendo dalla loro la firma del contratto. Come finirà la vicenda? Pare improbabile che il pilota si presenti ‘titolare’ in Australia ma non è una opzione da escludere. Per la Sauber, già nei guai economicamente, un’altra gatta da pelare.

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