F1 2015, Ecclestone vs. Arrivabene: ricette agli opposti per salvare il Circus

Formula 1: Bernie Ecclestone ha un piano per rendere il paddock sempre più esclusivo. Esattamente opposta è l'idea di Arrivabene della Ferrari. Chi ha ragione? La risposta non è scontata...

da , il

    Maurizio Arrivabene sogna i paddock della Formula 1 aperti al pubblico. Secondo l’uomo nuovo di Maranello, è questa una delle leve buone per ridare al Circus il vecchio fascino. E’ talmente convinto nelle potenzialità di una svolta popolare da andarsi a mettere lui, assieme al pilota Esteban Gutierrez ed al direttore sportivo Massimo Rivola, in mezzo alla gente sulle tribune del circuito di Barcellona durante l’ultima settimana di test invernali della stagione 2015. Apparentemente è impossibile non essere d’accordo con il team manager della Ferrari. A ben vedere, però, Bernie Ecclestone ha le sue buone ragioni per sostenere esattamente il contrario. Vediamo il perché.

    La questione Pass

    L’ex commercial manager della Caterham, Richard St Clair-Quentin, ha twittato la foto di una lettera del 2013 nella quale Bernie Ecclestone dava precise indicazioni al team principal della squadra su come gestire i pass di accesso alla griglia:“I passi dovrebbero essere usati per le celebrità o per persone di spessore o, come sempre, per signore davvero glamour. Questa non è tanto una questione sportiva ma parte dello show business della Formula 1″. L’episodio ha riacceso i riflettori sul dibattito. Siamo proprio agli antipodi rispetto alla visione di Maurizio Arrivabene, dicevamo. Ma l’impostazione di Ecclestone non è tutta da buttare ed apre un vecchio argomento.

    Cosa dice Arrivabene

    La Formula 1 deve decidere da che parte stare. Se vuole essere terreno fertile per una nicchia di puristi e veri amanti delle corse, allora non c’è altra ragione che quella di Arrivabene. Se vuole essere uno show business di portata universale, al contrario, è obbligata a preferire pochi VIP di grande spessore ad una massa informe di gente anonima. Duole dirlo ma è così. Raccoglie molto più interesse la supermodella, l’attrice o l’attore sulla cresta dell’onda, lo sportivo miliardario di turno che si fa la passeggiata sulla griglia rispetto ad un’orda di signori sconosciuti che, magari, si sono fatti un viaggio di 18 ore – tra mille sacrifici – per essere lì.

    Detto ciò, va anche aggiunto che la materia è comunque più complessa di quanto non raccontato in queste poche righe. Uno show business che funzioni a livello mondiale, infatti, non può prescindere dalla presenza di uno zoccolo duro di appassionati nudi e crudi. Esattamente quelli a cui Arrivabene strizza l’occhio. Quelli a cui Ecclestone, invece, non si preoccupa di sbattere la porta in faccia. E allora, chi ha ragione e chi ha torto? Tutti e due. O nessuno. Non è un caso che una soluzione buona non sia stata ancora trovata. Per dirla con le parole di Chris Horner, recentemente intervistato dai britannici del City A.M., “In Formula 1 ci sono tante buone idee. Ma il più delle volte parliamo molto e concludiamo poco”. Sull’argomento, ne sentiremo ancora tante. L’unica verità è che non esistono ricette magiche.