F1 2015, Ferrari: Arrivabene rivela i 3 punti deboli della SF15-T

Dal 2016 la Pirelli pensa a mescole più morbide per aumentare lo spettacolo che finirebbero con il favorire le Rosse ma a Maranello cercano anche altre soluzioni

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    La Ferrari inizia a fare i conti con la dura realtà della stagione 2015 di Formula 1. La rincorsa alla Mercedes è sempre più in salita a causa di una SF15-T ricostruita in fretta da James Allison durante lo scorso inverno e con ancora alcuni difetti strutturali di quella del 2014. Ora che l’annata entra nel vivo, i nodi arrivano al pettine. La Rossa non sembra avere margini di sviluppo fenomenali e, parallelamente, fatica a gestire al meglio gli pneumatici. Soprattutto quelli a mescola più dura. Con queste premesse sembra impossibile immaginarsi una Ferrari che, in linea con quanto chiesto dal presidente Sergio Marchionne, riesce a raggiungere la Mercedes entro fine stagione. Eppure Maurizio Arrivabene non vuole arrendersi. E’ lì per questo. Per lottare.

    Arrivabene: “Sono 3 i problemi della Ferrari”

    “A Silverstone non hanno funzionato tre cose: la pista fatta da curvoni veloci che ci ha portato ad avere gli stessi problemi di Barcellona e che si presenteranno anche a Spa e Suzuka - ha esordito Maurizio Arrivabene di fronte ai giornalisti durante la conferenza stampa post-Silverstone – in secondo luogo non riusciamo a sfruttare le gomme Hard e finiamo con l’avere meno velocità degli altri nelle curve”. Il terzo problema è legato ai limiti aerodinamici derivanti dall’ingombro del motore che incide sulle dimensioni del posteriore della Ferrari SF15-T:“Su questo si può fare ben poco ma noi dobbiamo intervenire su tutti gli aspetti che possiamo pur di migliorare. La Williams ha fatto dei grossi passi in avanti che hanno stupito pure la Mercedes ma non voglio che loro diventino un problema per noi in quanto il nostro obiettivo è andare a prendere i migliori senza altre interferenze”.

    La SF15-T ha ancora margini di miglioramento

    Un dubbio che aleggia nel paddock della Formula 1 è che la Ferrari SF15-T sia arrivata al limite del proprio sviluppo. Maurizio Arrivabene nega uno scenario così drasticamente negativo:“E’ un progetto non da rifare ma da completare ancor di più se si pensa che il lavoro del 2016 è complementare con l’attuale”. Riprendendo il discorso sui problemi della Ferrari, il manager bresciano la vede così:“Il discorso gomme viene fuori ogni anno. L’ho visto anche quando ero un osservatore. Ora dobbiamo fare in modo di risolverlo una volta per tutte (aiuterà il passaggio alla sospensione push-rod, ndr). Sul motore sono meno preoccupato perché so cosa sta per arrivare e so che siamo sempre stati in grado di fare grandi cose”, ha concluso.

    Pirelli: gomme più morbide per il 2016

    Tutto si può dire alla Pirelli fuorché abbia lavorato in questi anni con l’intento di favorire la Ferrari. Stavolta finirà, pur se indirettamente, con il farlo. Paul Hembery, parlando delle mescole in ottica 2016, ha rivelato che saranno mediamente più morbide. Proprio come sperano a Maranello. La motivazione è semplice: gli accordi prevedono che le gomme portino ad una media di 2 pit stop a gara per ciascun pilota. Con le caratteristiche delle auto di oggi, invece, molti Gran Premi si concludono con un solo cambio gomme. Diventa interessante, quindi, l’ipotesi di un’inedita mescola super-super-soft. Impossibile, invece, che venga accolta la richiesta dei team di avere piena libertà nello scegliere tra le 4 mescole ad ogni weekend di gara:“E’ impossibile sia per questioni logistiche che di sicurezza”, ha spiegato un portavoce dell’azienda milanese.