F1 2015, Ferrari: effetti e prospettive della cura Marchionne-Arrivabene

Formula 1: ecce l'elenco dei tecnici licenziati dalla Ferrari con la cura-Marchionne

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    F1 2015, Ferrari: effetti e prospettive della cura-Marchionne-Arrivabene

    Da dove partiamo? Da dove comincia la rifondazione Ferrari? Con il taglio della testa di Aldo Costa, con quello di Stefano Domenicali? O, più recentemente, con l’addio di Fernando Alonso? Forse il punto di svolta è quello legato al rapido allontanamento di Marco Mattiacci? O, ancora, il licenziamento di Luca Marmorini come responsabile della deludente power unit; Pat Fry come responsabile degli ingegneri; Nikolas Tombazis come responsabile dei progettisti… Dimentico nessuno? Ah sì, il responsabile degli pneumatici Hirode Hamashima è solo il penultimo nome di una lista che comprende in coda anche dello stratega Neil Martin. In verità la rifondazione Ferrari ricomincia da un solo nome: Sergio Marchionne che dà il benservito allo storico presidente Montezemolo e, con l’aiuto del fidato Maurizio Arrivabene, fa piazza pulita, fa il rottamatore, pur di ridare al Cavallino un futuro degno del suo blasone e alla fabbrica di Maranello aria nuova, finalmente respirabile.

    Ferrari: resettare lo staff per risanare la scuderia

    Chi bazzica l’ambiente Ferrari dice che l’atmosfera era ormai invivibile. C’erano di mezzo persino questioni personali. Invidie, gelosie, frustrazioni avevano reso difficile la collaborazione tra alcuni dei più importanti tecnici. Le pressioni derivanti dalle sconfitte avevano avvelenato il clima. Non c’era capo che potesse da solo invertire la rotta. Marchionne ha avuto la capacità di capire che, ancora più di quanto fatto in passato, si doveva dare un segnale roboante di discontinuità. Pertanto, via tutti! Come anticipato, gli ultimi due nella lista degli eliminati sono Hirohide Hamashima e Neil Martin. Il giapponese, ex nome di punta Bridgestone in Formula 1, era in Ferrari dal 2012 con il compito di aiutare il team a capire e gestire al meglio le gomme Pirelli. Il britannico, uomo di fiducia di Pat Fry, era responsabile delle strategie.

    Ferrari: ecco chi arriverà

    C’è rimasto qualcun altro da far fuori? Forse sì. Roba piccola. Nel frattempo la rifondazione prosegue con un nuovo organigramma della Gestione Sportiva Ferrari che “salva” la parte più giovane, nuova e ambiziosa del team e si prepara ad accogliere qualche altro professionista che già crede nel nuovo disegno di rilancio. E’ il caso di Jock Clear che è dato come partente dalla Mercedes proprio per farsi trovare pronto ad una nuova avventura tutta italiana come successore di Pat Fry. Clear ha lavorato come responsabile delle performance in pista per Bar, Williams, Brawn GP e Mercedes. Troverà ad attenderlo l’ex direttore tecnico della casa di Stoccarda Bob Bell.

    La partita più importante è quella politica e della credibilità

    Al di là della nuova organizzazione del team, c’è un’altra partita che Marchionne vuole giocare ed alla quale sa che deve dare la massima importanza. Alcune vecchie volpi del giornalismo ricordano che alla base dei successi dell’epoca Todt-Schumacher-Brawn c’erano i soldi ed il peso politico della compagnia malesiana Petronas che, non a caso, era sponsor della Sauber. Ora la storia potrebbe ripetersi con un parallelo interessante. Uno degli uomini più ricchi del mondo, Carlos Slim della Telmex, sposta le sue mire da Hinwil a Maranello. Il suo è un supporto chiaro e netto alla rinascita del Cavallino Rampante. Il suo è un appoggio tanto economico quanto politico vista l’influenza che vanta su tutta l’area dell’America Latina. Con queste premesse, la Ferrari potrà far valere un peso specifico non irrilevante nei confronti delle decisioni di Jean Todt e della FIA. Con queste premesse, la Ferrari tornerà a riprendersi una credibilità ormai smarrita agli occhi degli addetti ai lavori. E, magari, la prossima volta che busserà alla porta di gente come Adrian Newey o Ross Brawn, troverà interlocutori ben desiderosi di entrare nel progetto. Oggi come oggi, ci vuole cuore o disperazione per credere nella scommessa di un Cavallino vincente. Domani basterà la ragione?