F1 2015, Ferrari – Marchionne: “Non si vince la guerra con la fionda”

Formula 1: Marchionne parla del 2015 della Ferrari e ribadisce che sarà un anno molto difficile

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    Marchionne a Detrori parla della Ferrari F1 2015

    E’ un Sergio Marchionne schietto e diretto anche quello che si presenta al Salone di Detroit. Il presidente della Ferrari ribadisce a stampa e tifosi che la stagione 2015 di Formula 1 non sarà nel segno del Cavallino Rampante:“Sarà un anno duro, perché siamo partiti indietro - ha ricordato ma senza insistere ancora sulla polemica di metà dicembre con il suo predecessore Montezemolo - E’ importante ora impegnarsi, lavorare a testa bassa, perché non si può andare a far la guerra con la fionda. Quello che posso garantire è che abbiamo mille persone in scuderia che vogliono vincere. In Ferrari tutti vogliono vincere”.

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    Con queste premesse, sarà difficile parlare di flop per la prima stagione in Formula 1 di Sergio Marchionne come presidente della Ferrari. Ha messo le mani avanti. Ripetutamente. Un fronte sul quale, invece, avrà pochi alibi e dovrà tenere alti i successi registrati negli ultimi anni da Montezemolo è quello delle vetture stradali:“Il nostro obiettivo resta il tenere la produzione sempre sotto la domanda, perché la cosa più brutta che può succedere alla Ferrari è ingolfare la produzione. È un marchio diverso dagli altri, è una cosa che abbiamo imposto strategicamente nel 2007 ed è una politica che non verrà mai cambiata”. Parafrasando Enzo Ferrari, Marchionne ribadisce:“Ne venderemo sempre una di meno di quanto vuole il mercato”.

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    Piero Ferrari e l’intesa con Marchionne

    Quando Marchionne è arrivato in Ferrari ed ha cominciato a metterla giù con il tono del manager consumato che pensa ai bilanci più che al cuore, alcuni puristi hanno storto il naso. Dalle colonne di questo sito, però, sono arrivati subito dei suggerimenti diversi. L’atteggiamento duro e carismatico del nuovo presidente aveva qualcosa da spartire con quello di Enzo Ferrari. La conferma arriva direttamente dalle parole del figlio Piero in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport alcune settimane fa e che rispolveriamo volentieri:“Mi piace, perché è una persona che lavora molto, capisce i problemi e li risolve all’istante – ha sottolineato il vice presidente del Cavallino Rampante – più lo conosco e più lo apprezzo. Ricordo anche quando mio padre nel 1961 mandò via tecnici importanti per chiamare Forghieri. Penso [Marchionne] gli sarebbe stato simpatico, si sarebbero intesi con uno sguardo…”.