F1 2015: Ferrari, sì alla terza macchina; Mattiacci: Alonso resta, per ora

In casa Ferrari continuano le voci di mercato sul futuro di Fernando Alonso, mentre la scuderia sarebbe favorevole allo schieramento di tre macchine nel 2015

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    F1 GP Singapore 2014, le qualifiche del sabato

    Il giorno dopo un Gran premio di Singapore che sarebbe potuto andare diversamente, in Ferrari sono due le notizie che tengono banco. Da un lato c’è il supporto all’idea di Bernie Ecclestone di schierare tre monoposto nel 2015 da parte dei top team, per colmare i buchi in griglia di scuderie come Caterham, Sauber e Marussia, fortemente in difficoltà nel trovare finanziatori che consentano di partecipare al mondiale; dall’altro, il mercato è questione sempre di grande attualità e dopo l’ennesima conferma di Alonso sulla permanenza in Ferrari almeno fino al termine del contratto, arrivano le dichiarazioni di Marco Mattiacci, il quale non si sbilancia troppo su cosa potrebbe accadere nel medio periodo.

    Terza macchina: ok Ferrari

    Quali saranno le chance concrete di vedere tre macchine per i top team, lo sapremo nei prossimi mesi. Al momento sono due le squadre che si sono dette disponibili all’idea di Ecclestone, una è la Ferrari, l’altra la McLaren. A Maranello potrebbero affidare il sedile a Bianchi, semmai dovesse andare in porto il progetto.

    Non sono, però, tutti entusiasti dell’idea. Ad esempio, in Mercedes è Toto Wolff a dare un po’ di cifre interessanti sui costi che si dovrebbero sostenere per far correre tre monoposto: «Per noi il costo ammonterebbe a circa 32 milioni di euro».

    Quanto alla Ferrari, il giornale spagnolo AS riporta le dichiarazioni di un portavoce: «Con tutto il rispetto, la gente preferisce vedere tre Red Bull, Ferrari e Mercedes piuttosto che altre macchine. Non si tratta della sopravvivenza della Formula 1, ma dello spettacolo».

    | LA RICETTA DI ECCLESTONE: TRE MACCHINE PER TEAM |

    Inevitabilmente si dovrebbero considerare anche altri aspetti del Regolamento sportivo, qualora la terza macchina divenisse realtà. Ad esempio, si dovrebbe scegliere una formula per l’assegnazione dei punti nel mondiale Costruttori: escludere la terza macchina a priori o di volta in volta calcolare i punti ottenuti dalle migliori due macchine al traguardo, fosse anche la terza?

    Mattiacci e il futuro di Alonso

    A Suzuka, l’assalto finale. Quello della Honda a Fernando Alonso, con i giapponesi pronti a svenarsi pur di convincere lo spagnolo a guidare per la McLaren il prossimo anno. E’ il magazine Speed Week a riportare l’indiscrezione, mentre Niki Lauda – con la consueta schiettezza – dice: senza Alonso, la Ferrari non va da nessuna parte.

    Vero, purtroppo. E Fernando nel dopogara di Singapore ha sottolineato come la differenza rispetto all’altra F14 T giunta al traguardo sia abissale. In questo quadro, arrivano le parole di Marco Mattiacci, meno granitiche nella loro certezza: «Fernando continuerà [con noi]. Al momento…».

    Tensione e incertezza che non aiutano il team, come spiegato dallo stesso Alonso al giovedì di Singapore. Fernando aveva anche aggiunto che nelle settimane avrebbe rivelato qual è la fonte che mette in giro certe voci; nell’attesa di conoscere la gola profonda a Maranello, sulle colonne de La Stampa è riportata una dichiarazione dello stesso Alonso, nel pezzo a firma di Stefano Mancini, secondo la quale c’è l’ammissione di una discussione in corso.

    Continuiamo a essere fortemente perplessi su tutte le voci di rivoluzioni già nel 2015. Logica (e contratti) vorrebbero che il candidato più forte per un sedile in McLaren sia Romain Grosjean, nel caso in cui non si confermasse Magnussen. Il francese gode della stima di Boullier e al contempo il suo rapporto in Lotus è finito, dopo il team radio a dir poco burrascoso nelle qualifiche di Singapore. Alonso ha un anno ancora di contratto, al pari di Vettel e non ci sarebbe alcuna garanzia tecnica nel tuffarsi in un’avventura del tutto nuova.

    Si dirà, Honda è un gran costruttore. Vero, ma non dimentichiamo che a parte i tempi di Senna, i giapponesi hanno affrontato una campagna fallimentare nella loro esperienza recente, uscendo proprio nell’anno del mondiale della Brawn GP, tutto merito di una genialata tecnica, possibile grazie alle maglie larghe del regolamento. Alonso, Vettel: se i soldi non sono l’unico fattore di scelta, resteranno entrambi dove sono oggi.

    Fabiano Polimeni