F1 2015: i progressi della power unit Ferrari sollevano sospetti

Formula 1 2015: la FIA cambia il sistema di controllo del flusso di carburante in quanto si sospetta che Ferrari e poi Mercedes abbiano trovato un sistema per aggirare il limite di 100 Kg all'ora

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    “La power unit Ferrari non è al livello della Mercedes. Ha solo fatto un grosso passo avanti rispetto al 2014″, così ha sentenziato Helmut Marko della Red Bull per confermare che non è proprio possibile pensare ad un recupero di competitività dei rivali, Renault compresa, nei confronti della casa di Stoccarda. Non è caso la FIA è intervenuta per cambiare il sistema di misurazione della pressione di benzina sulle monoposto. Tuttavia, anziché le monoposto della stella a 3 punte, a perdere qualcosa dopo il cambio di questa regola potrebbe essere in primis la scuderia italiana. La Ferrari, infatti, è stata la più brava di tutte ad aggirare i vecchi controlli sul misuratore del flusso di carburante che, fino ad oggi, avvenivano a monte del sistema anziché a valle.

    I sospetti

    Grazie a questa pensata, stando a quanto descritto da OmniCorse.it, Ferrari e Mercedes avrebbero un sistema di alimentazione a 500 bar che, sfruttando una riduzione delle pressione stessa per qualche istante durante una fase in cui è alla massima potenza, crea un effetto “risucchio” della benzina che supera i 100 kg/h senza che il flussometro se ne accorga. Come detto, su questo fronte è stata la scuderia di Maranello a fare da apripista dato che già nel 2014 aveva la possibilità di raggiungere i 500 bar. I tedeschi l’hanno seguita immediatamente mentre la Renault non può fare lo stesso in quanto ha una power unit equipaggiata ancora da iniettori da 250 bar. La Honda, invece, avrebbe i 500 bar a disposizione ma, visti i tanti problemi che sta cercando di risolvere, ha momentaneamente procrastinato lo studio di questo tipo di approccio.

    Sauber conferma i progressi Ferrari

    La Sauber ha sempre avuto un rapporto leale con la Ferrari. Nel 2014 ha lanciato qualche timida critica ma si è sempre preoccupata di sottolineare che gli scarsi risultati erano legati anche ad una monoposto tra le peggiori mai progettate ad Hinwil. Il 2015 è iniziato sotto una luce migliore e Monisha Kaltenborn non ha negato che i meriti siano anche del propulsore Ferrari. “Hanno fatto un passo avanti notevole e siamo tutti piacevolmente sorpresi – ha dichiarato ad Autosport – grazie a questo progresso, ora siamo nella condizione di raggiungere la zona punti. Lo scorso anno era diverso. Ora abbiamo un buon pacchetto e possiamo permetterci di cogliere delle buone occasioni”.

    Marchionne tra i primi 30 manager al mondo

    I primi mesi di Marchionne come presidente della Ferrari stanno dando ragioni a chi lo ritiene uno dei migliori manager al mondo. Ha saputo creare un buon clima nella scuderia ed ha dato la scossa giusta ad un ambiente ansioso di trovare il riscatto. Stando a quanto pubblicato dalla testata statunitense Barron’s, fa parte dei 30 manager più importanti del mondo. Il boss di FCA è l’unico che lavora nel settore dell’automobile. La motivazione? “Ha saputo salvare due azienda in perdita riuscendo a creare un valore che va al di là della somma delle singole parti”. Marchionne era stato nominato anche manager dell’anno a fine 2014 da Automotive.