F1 2015, idea Super-GP2 per riempire la griglia

La Formula 1 pensa a come risolvere la crisi dei team minori

da , il

    super gp2 in f1

    Il confronto tra Formula 1 e GP2 è stato più volte sul tavolo quest’anno, in particolare a inizio stagione, quando un po’ chiunque si scagliava contro il sound della nuova formula turbo. Come se fosse quello, poi, il problema. Abbiamo visto gare emozionanti e avvincenti come non se ne contano mettendo insieme 10 anni di V8. Ma è un’altra storia. Adesso torna in “auge” il confronto perché a Interlagos, tra le idee lanciate sul tavolo per sopperire all’assenza dei piccoli team – assenze che potrebbero ulteriormente ampliarsi viste le condizioni finanziarie di Lotus, Sauber e Force India – è apparsa quella di consentire ai team di GP2 di schierare delle monoposto “potenziate”, creando di fatto due leghe nel mondiale di Formula 1.

    | LEGGI ANCHE: BOCCIATA LA SAFETY CAR VIRTUALE, SI PENSA ALLE YELLOW ZONES |

    Oggi il gap tra la più veloce delle macchine di GP2 e una Caterham o Marussia, su molti circuiti è inesistente, ma restano pur sempre diversi secondi più lente dei team di vertice della massima serie. Per bilanciare in parte lo squilibrio, si consentirebbe di apportare migliorie al motore, ma è chiaro non basterebbe. In teoria, avremmo delle auto più competitive di Caterham e Marussia, restando però ben lontani da quella che dovrebbe essere una categoria nella quale tutti possono lottare e competere almeno per arrivare a punti. Le Super-GP2 sarebbero gestite da team clienti, tuttavia, a queste condizioni sarebbe decisamente preferibile che i top team dessero in gestione una loro vettura, anziché ricorrere a una formula minore.

    Ad approfondire il tema, è Bob Fernley, team principal Force India: «La direzione che si vuole intraprendere è quella di avere cinque Costruttori [con le relative scuderie] e cinque team clienti, che rappresenterebbe il miglior modo, secondo chi gestisce lo sport, di proseguire». Ovviamente, le voci contrarie non mancano, a partire da Monisha Kaltenborn: «Osservando le proposte che sono state fatte, dobbiamo ritenere che esiste una qualche agenda, che prevede la permanenza di quattro o cinque nomi, mentre a noi verrebbe offerto un telaio vecchio di un anno o un motore in configurazione diversa, o perfino una serie diversa».

    | REDBULL E LA PROPOSTA DI TORNARE AI MOTORI V8 |

    «C’è senz’altro un piano. Le cose cambiano ogni giorno, la realtà è che non si può proseguire in queste condizioni, non possiamo lavorare pur volendo farlo. Più emergono nuove ipotesi, più siamo convinti noi tre (Sauber, Force India e Lotus; ndr) che qualcuno non ci voglia in giro, forse lo sport cambierà verso una direzione molto diversa».

    Fabiano Polimeni