F1 2015: Ma quanto è forte Lewis Hamilton?

Stiamo vedendo il Lewis Hamilton più forte di sempre? Dopo il Gran premio del Bahrain 2015 il campione inglese dà conferme e segna inesorabilmente la differenza con il compagno di team.

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    Non è solo l’ennesima vittoria, quella nel Gran Premio del Bahrain 2015, a colpire. Lewis Hamilton mette in fila successi quasi come fossero la normalità, ma la misura di quanto stia guidando su un livello tecnico superiore, inarrivabile per il compagno di squadra in primis, la dà quella capacità in qualifica di trovare immediatamente il limite, al primo giro.

    Un errore in gara, poi, non lo ricordiamo da tempo, forse dall’Ungheria dello scorso anno, quando andò in testacoda appena partito dai box, sul bagnato.

    Al culmine della carriera

    In Bahrain ha dato l’ennesima dimostrazione di quanto sia anche intelligente nel creare e gestire il vantaggio. Scattato in testa, ha marcato 5 giri impossibili per chiunque, sapendo che doveva mettere del gap tra sé e Vettel per non dare la possibilità di azionare il Drs dal terzo giro.

    Dire che si trova nella fase più alta della carriera non è azzardato. Nulla sembra preoccuparlo in condizioni normali, forte com’è del secondo titolo in tasca e senza la pressione di dover ottenere il risultato a tutti i costi. Corre con “leggerezza”, quella che lo porta a esprimere con disarmante facilità il meglio dal mezzo. E non si dica che vince in carrozza, perché il fiato sul collo da parte della Ferrari si fa sempre più vicino, un dettaglio assente nel 2014.

    La spavalderia, poi, non è cambiata. Anche sotto questo punto di vista si può dire che è consapevole dei propri mezzi, tanto da ribadire senza timori quanto la Mercedes sia ancora la più forte, dopo il trionfo del Bahrain.

    Ha un rinnovo di contratto pronto sul tavolo, che tarda un po’ a essere annunciato e sul quale tanti si lanciano per cercare la notizia impossibile, presunti scenari che lo vorrebbero in Ferrari, al posto di Raikkonen. Ma quando mai. La Mercedes sta scoprendo di non poter fare a meno della sua punta di diamante, sta scoprendo come sarebbe la classifica iridata senza un Hamilton in squadra. Ha un valore aggiunto che esprime gara dopo gara, la ragione per cui andrà a guadagnare in media quanto un Vettel o un Alonso. Giusto così, non ha nulla in meno, anzi.

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    Cosa servirebbe adesso? Ad esempio gare “minate”, per rivederlo impegnato nelle rimonte dell’anno scorso, quando la macchina ha iniziato a fare i capricci e quasi ci rimetteva il mondiale. E’ cambiata l’aria anche sotto questo punto di vista, forse. Un segnale lo ha dato ancora il Bahrain, ma al venerdì. Mentre tutti se ne stavano più o meno tranquilli ai box, Mercedes a girare in condizioni torride, inutili per la gara. Quanto abbiano ancora fame team e pilota si è visto lì, impegnati a non lasciare nulla al caso, memori di quella Malesia che ha suonato un campanello d’allarme chiaro.

    In questo quadro, capita male Nico Rosberg. Ha la “sfortuna” di trovarsi davanti a un compagno ingombrante, che migliora costantemente e veleggia al culmine delle proprie possibilità, quelle raggiunte nella prima metà del mondiale 2014 da Nico. L’impressione è che non importi quanto forte possa andare adesso Rosberg, Hamilton semplicemente ne avrà di più, da pescare in quel fondo lasciato da parte, un “tesoretto” di decimi che mette sempre sul piatto in qualifica, con il mezzo secondo rifilato a Sakhir, in gara nelle fasi iniziali, cancellando la minaccia Vettel, o in Cina, nelle battute cruciali, a ribadire che anche se non lo inquadrano, lui c’è e corre da padrone.

    Fabiano Polimeni