F1 2015, McLaren contro Honda: aria di crisi! E Alonso: “Non sono un dilettante”

Mentre Vettel, intanto, ammette di non essere stato abbastanza intelligente nel duello in pista contro Alonso

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    Due ritiri per problemi alla power unit Honda rimediati dalla McLaren anche nel GP del Canada di Formula 1 2015 sono l’ennesima pessima figura in mondovisione rimediata dalla scuderia di Woking. A caldo, il team principal Eric Boullier ha messo da parte il solito atteggiamento cauto per lasciar trapelare un nervosismo facilmente comprensibile:“Non è il caso di parlare di certe cose in pubblico ma vorremmo essere ascoltati di più quando facciamo presente quali sono le cose che non vanno e sulle quali si deve lavorare – si legge su Autosport - Dal nostro punto di vista ci sono dei modi per fare progressi in modo più rapido per cui andrebbe seguita quella strada. E’ presto per dire che siamo in una situazione imbarazzante dato che il progetto è interamente nuovo ma è dura non condannarli. Quello che ci sta succedendo è frustrante”.

    Alonso: “Non voglio passare per un dilettante”

    Tra le notizie del GP del Canada 2015 di Formula 1 passerà alla storia il team radio con cui Fernando Alonso disapprova il consiglio del suo ingegnere di pista di risparmiare carburante. “Non voglio, non voglio”, ha urlato al muretto box. A motori spento, lo spagnolo ha spiegato meglio il suo messaggio non nascondendo un filo di polemica:“Non ero d’accordo con la strategia. Ogni parte della gara richiede di usare tecniche di guida diverse a seconda delle circostanze. In quel momento ero in battaglia per cui non potevo pensare a risparmiare benzina. Se l’avessi fatto, sarei stato superato con troppa facilità e non mi sta bene di dover fare la parte di un pilota dilettante“.

    Vettel sul diello con Alonso: “Dovevo fare meglio”

    Chi ha più sofferto nel superare Fernando Alonso è stato Sebastian Vettel. In molti hanno visto nella strenua difesa del pilota McLaren una sorta di rivincita morale nei confronti della sua ex Ferrari. In verità, è il rivale tedesco ad ammettere di non essere stato perfetto:Dovevo essere più intelligente. Lui si è difeso alla perfezione non concedendomi neanche un millimetro. Da quanto eravamo vicini ci siamo anche toccati ma fortunatamente non è successo niente. Quindi ho pensato di prendere un miglior raggio d’uscita dalla curva per avere più velocità di lui”.