F1 2015, Mercedes: “Lo schiaffo di Budapest ci ha fatto bene”

F1 2015, Mercedes: “Lo schiaffo di Budapest ci ha fatto bene”
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    F1 2015, Mercedes: "Lo schiaffo di Budapest ci ha fatto bene"

    Se la Ferrari punta ad una bella rimonta sui rivali, la Mercedes è intenzionata ad affrontare la seconda metà della stagione 2015 di Formula 1 con ancor più meticolosità. L’obiettivo è fare tesoro degli errori per massimizzare su ogni pista la propria supremazia tecnica. In questo senso, la sconfitta rimediata nell’ultimo GP d’Ungheria può rappresentare un importante stimolo. Ad affermarlo è Toto Wolff:“Non abbiamo ancora vinto il campionato per cui non c’è ragione per rilassarci e uno schiaffo ogni tanto non può che fare bene”, ha dichiarato il team principal di Brackley a motorsport.com. Chi, invece, dimostra ogni giorno di non imparare nulla dalle sconfitte è la Honda che continua a perservare con lo stesso atteggiamento di chiusura verso l’esterno. E in McLaren, visti i pessimi risultati, iniziano a perdere la pazienza…

    “Abbiamo 42 punti di vantaggio nel campionato piloti e questo non può farci stare tranquilli dato che, con questo sistema di punteggio, basta una gara sbagliata e tutto può riaprirsi. Ricordiamo che siamo solo a metà stagione – ha ricordato Toto Wolffla storia è piena di situazioni in cui una squadra ha avuto un crollo nel finale a favore della concorrenza che, nel frattempo, è cresciuta esponenzialmente. Per cui è bene per noi restare con i piedi per terra”.

    La Ferrari, oltre ad essere l’avversario più temibile se non l’unico della Mercedes, è la squadra che ha maggiori prospettive di crescita anche nel brevissimo periodo. Nel prossimo GP del Belgio, ad esempio, la scuderia italiana farà debuttare la nuova power unit evoluta che potrebbe limare ancora qualche decimo sul giro alle frecce d’argento.Sappiamo che la Ferrari va presa sul serio. Non è una minaccia fantasma. Per questo noi continueremo a sviluppare la macchina, anche al fine di portarci avanti in prospettiva 2016 dato che i regolamenti non cambieranno – ha concluso Wolff - in casa nostra l’atmosfera è ancora ottima e quanto accaduto in Ungheria non potrà che rafforzarci”.

    Cosa hanno in comune Ferrari e Mercedes, vale a dire i due migliori costruttori di power unit dell’attuale Formula 1? Risposta secca: i tecnici. Non stiamo scherzando. Alla base del recupero di competitività della Rossa c’è anche aver “rubato” qualche ingegnere alla concorrenza. Persino la Renault si è aperta ad una collaborazione con Ilmor. L’azione è stata suggerita, quindi, anche dalla McLaren alla Honda. Ma i nipponici hanno un’altra mentalità. Permetteteci l’ironia: vogliono perdere e vogliono farlo da soli. Questo atteggiamento sta mandando su tutte le furie Ron Dennis e la sua ciurma che mette sul piatto sempre meno diplomazia nel criticare quelle che inizialmente venivano semplicemente etichettate come “marginali differenze culturali”. Ora il nodo sta venendo al pettine. Il responsabile Honda, Yasuhisa Arai, affrontando il tema nel corso di un’intervista ad Autosport, ha spiegato il suo punto di vista:“Direi che è una buona idea – ha ammesso parlando di ingaggiare tecnici da altre squadre – ma penso che sarebbe molto difficile prendere un ingegnere proveniente da Mercedes, Ferrari o da qualche altra parte. Per loro non sarebbe semplice lavorare con noi, poiché la cultura è molto differente, così come lo sono le apparecchiature e i sistemi di simulazione. Anche se molto qualificati, potrebbero metterci molto tempo prima di capire capire come operiamo. Inoltre, Honda vuole legami lavorativi di lungo periodo e non collaborazioni che terminano dopo alcuni mesi”.

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