F1 2015: numeri e statistiche prima delle ferie

Formula 1 2015: Tutte le statistiche e i numeri della stagione in corso, quando siamo all'inizio delle ferie estive e ci si avvicina alle gare decisive

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    La Formula 1 2015 è andata in vacanza. Per due settimane le fabbriche dovranno necessariamente starsene chiuse per lasciare un po’ di meritato riposo a tecnici, ingegneri, meccanici e piloti. Per ingannare l’attesa, dopo la vittoria di Sebastian Vettel nel Gran Premio d’Ungheria possiamo dare un’occhiata a un po’ di numeri e statistiche che ci vengono fornite da F1fanatics. Partendo proprio dal grande e convincente successo di Sebastian Vettel, dobbiamo registrare che il pilota tedesco ha raggiunto Ayrton Senna a quota 41 nella classifica dei Gran Premi vinti con 9 partenze in meno rispetto al brasiliano. Davanti a lui ci sono ora solo Michael Schumacher, ancora lontanissimo con 91, e Alain Prost ben più alla portata con 51.

    Vettel raggiunge Senna

    Sebastian Vettel raggiunge quota 41 vittorie in Formula 1 con 149 gare alle spalle. Ayrton Senna ha ottenuto la sua 41esima e ultima (Australia 1993) dopo 158 dei 161 Gran Premi disputati in totale. Il recordman Michael Schumacher era arrivato alla stessa cifra con il Gran Premio d’Italia del 2000 (quello famoso per le lacrime in conferenza stampa) quando ne aveva corsi in totale 140. Più tardi, invece, era toccato al secondo in classifica, Alain Prost, che ottenne la sua 41esima vittoria dopo aver preso parte a 174 GP (Messico 1990). Facendo un parallelo in numeri tra Sebastian Vettel e Ayrton Senna, possiamo così sintetizzarlo: partenze 149 a 161; ritiri per cause tecniche 14 a 33; vittorie 41 per entrambi; pole position 45 a 65; podi 73 a 80; titoli mondiali 4 a 3; punti 1964 a 1881 (con conversione al sistema attualmente vigente).

    Niente record per Mercedes

    L’assenza di entrambe le Mercedes sul podio del Gp d’Ungheria, interrompe la striscia della casa tedesca a quota 28. Questa cifra è la seconda di tutti i tempi ma ancora lontanissima dal record assoluto di 53 firmato Ferrari. Se Hamilton e Rosberg avessero raggiunto entrambi il podio all’Hungaroring, la scuderia di Brackley sarebbe stata la prima a portare per dieci volte di fila sempre sul podio tutti e due i suoi piloti.

    Hamilton interrompe le sue strisce, tranne in qualifica

    Anche Lewis Hamilton chiude la propria striscia di podi consecutivi. Il campione del mondo in carica si ferma a quota 16 ottenendo il secondo posto assoluto distaccato di sole tre lunghezze dal record di Schumacher. Il pilota britannico non riesce neppure ad incrementare il primato di 18 Gran Premi di fila in cui è stato in testa almeno un giro che aveva stabilito in occasione della gara di Silverstone. Ad ogni modo, Hamilton ottiene in Ungheria la quinta pole position di fila che rappresenta il suo personal best. Nessuno tra i piloti in attività ha mai fatto meglio. Gli unici che sono arrivati a sei pole consecutive sono Ayrton Senna, Michael Schumacher, Alain Prost, Niki Lauda, Nigel Mansell e Mika Hakkinen. Inoltre, riesce ad allunga su Rosberg il proprio vantaggio in classifica a 21 punti. Ciò significa che ne ha 26 in più rispetto allo scorso anno mentre il rivale 9 in meno.

    Kvyat Zar di Russia

    Daniil Kvyat ottiene il suo primo podio in carriera ed il migliori risultato finale per un pilota russo facendo una posizione meglio di quanto ottenuto da Vitaly Petrov nel GP d’Australia del 2011. Kvyat è anche il secondo pilota più giovane della storia a salire sul podio, appena 18 giorni prima di Sebastian Vettel che vinse il GP d’Italia del 2008. La Red Bull interrompe un digiuno da champagne di 11 gare che per i bibitari è il più lungo degli ultimi sei anni.

    In Ungheria ha trionfato il vivaio Red Bull

    I primi quattro piloti del GP d’Ungheria sono stati tutti al volante della Toro Rosso nei primi anni della loro carriera e sono cresciuti nel vivaio Red Bull gestito da Helmut Marko. Max Verstappen, in particolare, grazie al quarto posto ha ottenuto il suo migliori risultato in carriera proprio sul circuito in cui il padre salì per la prima volta sul podio.

    La GP2 colpisce ancora

    Fabio Leimer, prendendo parte alle prove libere con la Manor, ha fatto la sua prima apparizione in un weekend di Formula 1. Sono così dieci su dieci i campioni della GP2 che hanno corso in una sessione ufficiale. L’unica eccezione è rappresentata dal nostro Giorgio Pantano che ha guidato in F1 prima di vincere il titolo GP2 anziché viceversa.

    Assenze e errori

    Non c’erano Force India in pista nella seconda sessione di prove libere sul circuito dell’Hungaroring in quanto il team stava investigando sull’anomalo incidente capitato a Sergio Perez. Tre anni fa il team non aveva preso parte alla seconda sessione di libere del GP del Bahrain ma per un motivo molto diverso: vi erano stati problemi a raggiungere il circuito a causa di alcune proteste della popolazione locale. Nel 2012 Massa aveva sbagliato un’altra volta la piazzola di sosta determinando una falsa partenza. Sempre lo stesso anno, un episodio analogo era capitato anche a Schumacher e proprio in Ungheria.

    Maldonado: chi ti ha dato la patente?

    Pastor Maldonado sa attrarre l’attenzione su di sé ma spesso per ragioni sbagliate. Con le tre penalità subite in Ungheria raggiunge quota sette totali in stagione, praticamente il doppio di tutti gli altri “peggiori” colleghi che si fermano ad appena quattro.