F1 2015, orgoglio Todt: “La Formula 1 non è in crisi”

Secondo il presidente della FIA, la Formula 1 resta la categoria regina del motorsport ed i problemi sono tutti risolvibili

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    Nelle discussioni sulla crisi della Formula 1 non va dimenticato un aspetto importante. Uno degli uomini più influenti su regole e dinamiche all’interno del Circus è ancora il presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile. Sì, proprio quel Jean Todt che vanta la fama di vincente ad libitum, rischia di veder la propria immagine irrimediabilmente compromessa qualora la massima categoria motoristica non esca dalla crisi. Tra le soluzioni che gli frullano in testa, c’è n’è una più geniale delle altre per quanto già nota a tanti politicanti di ogni cultura ed estrazione: negare tutto. O almeno vedere il bicchiere mezzo pieno:La Formula 1 è ancora la categoria regina del motorsport. Ci sono altre categorie che hanno altri formati ma quello della F1 resta sempre il più amato e seguito”, ha affermato durante una recente intervista riportata da Autosport.

    Todt: “Il problema non è la tecnologia”

    “Non è possibile pensare di tornare ad auto con cambio manuale quando quello automatico è già nelle auto di serie da anni e anni - ha spiegato Jean Todt cercando di indicare quale debba essere la mission della categoria regina del motorsport – criticare le vetture perché sono più facili da guidare è sbagliato. Sono solo diverse. La Formula 1 deve essere un laboratorio di sviluppo di tecnologie che saranno poi utilizzate nelle auto di serie”. Secondo il presidente della FIA, il vero problema sta nella distribuzione dei proventi:“Questa è, però, una cosa gestita dalla FOM e non da noi – ha sottolineato – per ogni accordo che viene fatto, c’è qualcuno pronto a lamentarsi. Tutti sono d’accordo solo nel dire che i motori costano troppo ma i motoristi non vogliono abbassare i prezzi per le loro forniture”. Da parte di Todt arriva una critica anche alle Tv a pagamento che hanno portato via una grande fetta di pubblico generalista. Ultima citazione, ovviamente, spetta al dominio della Mercedes. Il francese se la cava con un paragone tennistico:“Non possiamo cambiare le regole per metter loro i bastoni tra le ruote. Al Roland Garros Nadal ha vinto 9 delle ultime 10 edizioni ma nessuno ha voluto cambiare le norme. I team devono lavorare per essere migliore della Mercedes e batterla sul campo”.

    Mercedes: grande interesse per vetture clienti

    Una delle ricette per ridare linfa ad una Formula 1 in crisi economica è quella di vendere pacchetti completi di vetture da parte dei top team a delle scuderie clienti. Questa proposta non vede il favore dei piccoli costruttori come Sauber, Force India e anche Williams che spenderebbero cifre folli per farsi tutto in casa e poi dover lottare invano contro 4-5 Ferrari, 4-5 Mercedes e 4-5 Red Bull comprate a prezzi straccati (si parla di 15 milioni a vettura contro i circa 200 spesi da un team normale)! La casa della stella a tre punte, però, crede molto in questo progetto tant’è che Toto Wolff ha recentemente dichiarato che già 3 scuderia tradizionali si sono fatte sotto:Abbiamo già visto in altre categorie come la Nascar che le vettura in “franchising” funzionano per cui non possiamo escluderla a priori. A questo proposito è curioso che tre team che si dicono contrari sono poi venuti da me a chiedermi spiegazioni su come funzionerebbe la nostra fornitura di vetture clienti. Penso che questa soluzione vada ben ragionata prima, eventualmente, di accantonarla”.