F1 2015, Red Bull contro tutti: critiche a Renault, FIA e agli avversari

Formula 1 2015: la Red Bull è in crisi di risultati e attacca sia la Renault per la pessima power unit, sia la FIA per come sta gestendo lo strapotere Mercedes... cosa ne verrà fuori da tante polemiche?

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    Che la Red Bull stia attraversando un momento critico della propria storia lo dimostra l’atteggiamento aggressivo che sta assumendo tanto nei confronti del proprio principale partner tecnico, il motorista Renault, quanto del governo della Formula 1 e degli avversari. Quando si spara a 360 gradi, significa non avere chiaro il bersaglio da colpire. In altre parole, quelli di Milton Keynes non sanno che pesci prendere. In tal senso, c’è da chiedersi anche quanta credibilità abbiano le voci di un clamoroso ritiro.

    Renault: “La storia dimostra il nostro valore”

    Essere vittima di questo gioco al massacro non piace alla Renault che inizia a rispondere per le rime agli austriaci. I francesi si sono sempre distinti per saper costruire dei motori all’avanguardia soprattutto in Formula 1. Non possono permettersi di essere infangati proprio dai loro primi alleati. Intervistato da L’Equipe, il capo di Renault Sport, Cyril Abiteboul, ha dichiarato:“Per assecondare le loro richieste, abbiamo accettato di fare uno sviluppo più aggressivo aggirando i nostri processi di qualità e di validazione al banco che normalmente utilizziamo. Questa è la ragione per cui a Melbourne ci sono stati dei problemi. Ora stiamo cercando di risolvere la questione per Sepang ma va ricordato che realizziamo motori di Formula 1 da anni e sappiamo come si deve lavorare. Non siamo gli ultimi arrivati e anche con Red Bull abbiamo vinto insieme per molto tempo. Abbiamo seguito fino ad ora le loro direttive ma è evidente che ognuno deve preoccuparsi di fare bene il suo lavoro perché telaio e motore sono cose ben distinte“.

    Red Bull: “Nessuno può recuperare gap da Mercedes”

    Mentre pende ancora la decisione se ritirarsi o meno dalla Formula 1, la Red Bull continua a battersi per un intervento drastico sui regolamenti da parte della FIA:Noi non abbiamo mai dominato così tanto negli anni in cui abbiamo vinto i nostri titoli, perché c’era sempre qualche regolamento che veniva cambiato per metterci in difficoltà, ha ribadito Chris Horner il quale va ripetendo questo concetto ormai come un mantra. Helmut Marko ha aggiunto:“Il problema è che si è deciso di congelare lo sviluppo di questi V6 e chi è indietro non ha nessuna possibilità di recuperare, anche perché la Mercedes ha speso tantissimo in ricerca nel corso di questi anni. Altro problema è che per avere l’approvazione di certe regole serve la maggioranza e la Mercedes, fornendo la power unit a 4 team, non sarà mai in minoranza. Potrete dire che noi stiamo piangendo in quanto non vinciamo ma quando eravamo noi i migliori abbiamo subito tanti cambi regolamentari anche da una gara all’altra come quando si passava da 50 a 100 Kg nei test di flessibilità”. A chi fa notare a Marko che la Ferrari ha, invece, fatto un gran lavoro durante l’inverno, tale da far ritenere la propria power unit quasi al livello di quella tedesca, l’austriaco replica secco:“No, non è vero. Sono solo migliorati molto rispetto allo scorso anno. E’ un’illusione, così come quella che la Honda possa raggiungerli entro fine stagione”.

    Se Red Bull rompe con Renault, ha alternative?

    Mentre Red Bull e Renault stanno vivendo da separati in casa, come abbiamo già raccontato e come ha confermato lo stesso Cyril Abiteboul, l’idea dei francesi di acquistare una scuderia per rifare tutto da soli è più che credibile. “Se pensano che avere due macchine gialle aiuterà a migliorare la loro immagine e le loro prestazioni, allora devono farlo”, ha commentato il superconsigliere della Red Bull mostrandosi disponibile anche a proseguire la collaborazione ed a vendere la Toro Rosso o, quantomeno, a fare un accordo commerciale che veda la Renault diventare main sponsor della scuderia faentina. La frattura si può risarcire anche ad un’altra condizione: l’assenza di alternative per la Red Bull che, invece, non può accaparrarsi con altrettanta facilità un diverso motorista. L’Audi ha confermato che non è intenzionata a sbarcare in Formula 1 così come ha fatto la BMW. L’ipotesi di costruirsi un V6 in casa propria che sia capace di sfidare il colosso Mercedes, infine, appare letteralmente fantascientifica per quelli di Milton Keynes.