F1 2015, Red Bull minaccia il ritiro: Mercedes e Ferrari rincarano le critiche

Nonostante tutti siano d'accordo nel cambiare la F1, ad Arrivabene e Wolff non piacciono le critiche dei bibitari. Alla fine sarà il solito Ecclestone a togliere le castagne dal fuoco?

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    La stagione 2015 di Formula 1 è una delle più dure per la Red Bull. I bibitari sono alle prese con un deludente motore Renault e con un regolamento tecnico che non consente loro di trovare il bandolo della matassa. Dopo aver rispedito al mittente la proposta di Marchionne di prendere i motori Ferrari con l’affermazione di non voler diventare un team B rispetto a Maranello, gli austriaci sono tornati a minacciare l’addio al Circus. In tutta risposta, Maurizio Arrivabene e Toto Wolff hanno aumentato le loro critiche. E anche Ecclestone si è fatto sentire…

    Wolff e Arrivabene criticano la Red Bull

    “Non è corretto chiedere nuove regole solo perché le cose non stanno andando bene. In questi casi è più produttivo analizzare quanto accaduto, capire gli errori e trovare soluzioni. Non mi piace puntare il dito senza essermi prima accertato di aver fatto tutto il mio lavoro correttamente”, ha sentenziato Toto Wolff della Mercedes. Sulla stessa lunghezza d’onda è il direttore della Gestione Sportiva Ferrari, Maurizio Arrivabene:“Non vale lamentarsi solo quando si perde. Nello sport non si può sempre vincere e nella Formula 1 si devono accettare anche le sconfitte. Se fosse possibile sempre avere il pieno controllo sui risultati, non faremo delle gare ma qualcos’altro”.

    Horner rivede la posizione della Red Bull

    Al di là delle minacce di ritiro, Christian Horner sa avere anche un approccio costruttivo di problemi generali che attanagliano la Formula 1:“Le mie parole sono state spesso fraintese. Non sono qui per lamentarmi. La Mercedes sta facendo un ottimo lavoro ed ha interpretato meglio di chiunque il nuovo regolamento. Il problema, però, è che si è creato un importante problema di disparità nelle prestazioni che va risolto. Anche gli altri motoristi dovrebbero raggiungere lo stesso livello dei tedeschi”. Per portare argomenti a proprio favore, il capo del team di Milton Keynes ha ricordato l’imbarazzante problema vissuto in Austria con una griglia di partenza riscritta dalle penalizzazioni inflitte a McLaren e Red Bull:“Non credo che il nuovo dirigente Honda abbia visto un grande spettacolo .E anche la Renault ne è uscita scoraggiata. Non ci sono incentivi a restare in F1 per i grandi marchi”.

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