F1 2015: tutte le bugie sull’incidente di Fernando Alonso

Tutto ciò che è stato detto sull'incidente di Alonso durante i Test di pre-campionato. Ecco nel dettaglio le notizie vere e false uscite sull'argomento.

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    Quel 22 febbraio era chiaro da subito che l’incidente di Fernando non fosse il semplice frutto di un errore. Un curvone verso destra, tutto sommato semplice, rende innaturale una macchina che si stampa all’interno del curvone stesso, per di più a bassa velocità. Comunicati stampa farlocchi e smentite a raffica mettono a dura prova addirittura la pazienza dei tifosi: la verità che non viene a galla e tanti misteri su quello che è stato uno dei più grandi misteri degli ultimi anni di Formula 1. Sfogliate per leggere e riflettere su ciò che non torna in questa oscura vicenda.

    Malore

    Fu la primissima versione che iniziò a trapelare nel paddock. Dopo l’incidente Fernando venne ritrovato dai commissari in stato confusionale, tanto che i medici ritennero opportuno un ricovero in ospedale, protrattosi per tre-quattro giorni, a seguito del quale venne dimesso in quanto non vennero riscontrati danni o problemi. O meglio, questo è ciò che venne comunicato ufficialmente dato che appena qualche giorno dopo la FIA negò ad Alonso di prendere il via al GP inaugurale di Melbourne. Siamo sicuri fosse tutto a posto?

    Scossa Elettrica

    No che non siamo sicuri: già nella serata del 22 febbraio cominciarono a circolare le prime ipotesi di shock elettrico causato dall’MGU-K della Honda, componente prontamente rimossa a tempo indeterminato dalla monoposto di Woking, costretta dunque a montare un sistema di potenziamento elettrico vecchio di ben sei anni. Ovviamente tutto ciò non é mai stato confermato per ovvie ragioni di facciata, ma il tentato insabbiamento della vicenda da parte dei vertici McLaren non ha fatto altro che fomentare sul conto di Fernando rivelazioni o presunte tali: c’è chi parla di una scossa di 600 Watt, chi ipotizza che l’acqua del radiatore travasatasi nell’abitacolo abbia fatto da conduttore, chi riferisce un’amnesia che lo ha reso convinto di essere ancora al volante di una Ferrari, chi addirittura gli ha attribuito un salto nel tempo di 20 anni, quando ancora correva nei kart. Forse alcune son soltanto speculazioni, ma é il prezzo da pagare per la poca trasparenza con cui é stato trattato il caso.

    Commozione cerebrale

    Così come l’ha chiamata un Ron Dennis, per sua stessa ammissione, molto poco competente in materia. Probabilmente si riferiva all’amnesia che abbiam citato prima, e al fatto che in radio i tecnici ad un certo punto non han sentito nulla se non il respiro regolare di Fernando, senza che egli rispondesse alle domande che gli arrivavano in cuffia. Lo stesso Dennis in seguito alle dichiarazioni discordanti ,ovvero a frittata fatta, s’è poi scusato pubblicamente per come è stata affrontata la vicenda, assicurando però che il campionissimo fosse ormai pronto a scendere in pista e che non ci fosse alcun genere di strascico dell’incidente.

    Vento

    Probabilmente sapevano che nessuno ci avrebbe creduto, ma nei giorni successivi all’incidente a Woking caddero nel ridicolo: attribuirono infatti la perdita di controllo della vettura ad una fantomatica folata di vento che avrebbe reso impossibile al pilota di Oviedo evitare l’impatto col muro. La folata di vento assume tratti assurdi se si pensa che pochi secondi prima e dopo la stessa curva venne percorsa da piloti che invece non ebbero alcun problema. Uno di questi piloti (Vettel) era talmente vicino ad Alonso che, oltre a non avvertire alcuna folata, ha potuto testimoniare sulla dinamica del singolare incidente ravvisando un andamento anomalo della McLaren.

    Lo sterzo bloccato

    Eccoci giunti al capitolo finale di questa affascinante burla, e questa volta il narratore diventa nient’altro che il diretto interessato Fernando. In occasione del suo rientro in pista al GP di Sepang, il pilota di Oviedo ha raccontato un’altra sua versione, affermando come ad un certo punto abbia sentito indurirsi lo sterzo fino a che la macchina è diventata ingovernabile, con conseguente impatto contro le barriere. Come se non bastasse, ha smentito tutte le versioni precedenti, affermando di ricordare perfettamente ogni attimo di quel pomeriggio, incidente incluso, e di esser sempre rimasto cosciente. Ora, aldilà di tutte le opzioni circolate in questo mese, che abbiam raccolto per voi, senza dubbio la priorità va all’effettivo stato di salute di Alonso che nel weekend è stato protagonista di buone prestazioni (se paragonate a quelle del compagno Button) per quanto fosse possibile, dati gli infiniti limiti della neonata McLaren Honda. In conclusione, speriamo vivamente che una farsa del genere, nell’ovattato mondo ai piani alti della Formula Uno, sia l’ultima in assoluto.

    MANUEL CASALI