F1 2016, Ferrari “costretta” a motorizzare Red Bull, ma Marchionne…

Formula 1: entra in scena Ecclestone per convincere la Ferrari a dare i suoi motori alla Renault ma Marchionne non è convinto e teme che si riveli un boomerang contro i risultati del Cavallino Rampante

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    Ormai il cerchio si sta chiudendo attorno alla fornitura dei motori per la Red Bull nella stagione 2016 di Formula 1. La Ferrari mette da parte le dichiarazioni spavalde di Arrivabene del tipo “Dare i motori alla Red Bull non ci spaventa, anzi rappresenta uno stimolo a fare sempre meglio” e si mostra con Marchionne ben più pragmatica. Le stesse ragioni che hanno fatto desistere la Mercedes, valgono per Maranello. Tuttavia, come Bernie Ecclestone ha ben spiegato, non ci sono alternative. Proprio il boss del Circus sta intervenendo in queste ore per convincere la Ferrari ad iniziare una pericolosa collaborazione con i bibitari. Segui con noi live in diretta la gara del GP Giappone F1 2015 CLICCANDO QUI!

    Ecclestone fa pressing su Marchionne

    E’ Bernie Ecclestone in persona a raccontare tutti i dubbi che attanagliano Sergio Marchionne:“A lui piacerebbe dare i motori alla Red Bull pensando al bene dell’intera F1 ma è ovvio che teme di danneggiare il suo team. Avere un ulteriore rivale ai vertici lo preoccupa soprattutto pensando a quanto hanno fatto bene nell’ultimo GP di Singapore nonostante avessero una power unit inferiore. Ma Sergio sa bene quanto sarà importante la sua scelta”. E’ l’ultima frase di Ecclestone che suona quasi come una sentenza. Alla fine questo accordo si farà. Per obbligo. Non è chiaro, però, a quali condizioni e quali garanzie chiederà la Ferrari per esser certa che la Red Bull non rappresenti un problema alle vittorie future.

    Mercedes: ecco perché abbiamo detto ‘No’ a Red Bull

    La Red Bull vuole lasciare i motori Renault per tornare a vincere. Come convincerli a prendere dei motori Ferrari senza dare fastidio al team di Maranello? E’ impossibile. Proprio partendo da questa evidente incompatibilità di interessi, la Mercedes ha deciso – prima della Ferrari – di tirarsi immediatamente indietro nella trattativa con Milton Keynes. Ora che ogni accordo tra austriaci e tedeschi è svanito, Toto Wolff spiega meglio le sue ragioni che, a ben vedere, possono essere le stesse che frullano nella testa di Marchionne:“Abbiamo faticato molto per tornare a vincere ed abbiamo fatto molti investimenti per cui non potevamo accettare una proposta del genere. Vogliamo continuare a supportare i team indipendenti e i privati e, infatti, abbiamo anche rifiutato la collaborazione con Haas quando ci è stata chiesta”.

    Red Bull: Ferrari soluzione provvisoria in attesa di Audi?

    E’ possibile che lo scandalo che ha investito la Volkswagen cambi completamente lo scenario. In un senso o nell’altro. In Germania si parla molto della possibilità che siano loro a “comprarsi” la Red Bull se non semplicemente a fornire delle nuove power unit griffate Audi. Secondo Auto Bild, l’inizio della collaborazione ha già una data ed è il 2018. Un portavoce dell’azienda, però, ha già bollato come pure speculazioni queste affermazioni:“Il nostro Presidente ha già preso da un paio di mesi la decisione di non entrare in F1 e di proseguire con il DTM e il WEC”, ha affermato.