F1 2016: mondiale alle porte, chi sta meglio?

F1 2016: mondiale alle porte, chi sta meglio?

Tiriamo le somme dopo 8 giornate di test e con la mente rivolta già a Melbourne

da in Formula 1 2017
    F1 2016: mondiale alle porte, chi sta meglio?

    Siamo stati sommersi dai numeri, nelle otto giornate di test che hanno caratterizzato l’inverno della Formula 1 2016. Tempi sul giro mascherati dalle gomme, dal lavoro svolto da ciascun team giorno per giorno, così se è vero che per farsi un’idea dei reali valori in campo dovremo attendere le qualifiche del Gran Premio d’Australia – in fondo manca molto poco, il 20 marzo è dietro l’angolo praticamente – è altrettanto indubbio che le squadre sanno esattamente dove si trovano rispetto ai diretti avversari. Ad Abu Dhabi ci siamo lasciati con una Mercedes ancora in vantaggio sulla Ferrari, 5 decimi al giro nelle situazioni più sfavorevoli alla Rossa.

    A Melbourne come ripartiremo? Leggere i giri veloci ottenuti da Vettel e Raikkonen in confronto a Rosberg e Hamilton non ha nessun senso, più interessante guardare alle simulazioni gara effettuate dai quattro ed è da questo specifico test che emergono note positive dalla SF16- H. Prima Raikkonen, poi Vettel, nell’ultimo turno di test sono riusciti a girare sui tempi delle Mercedes, lasciando a Hamilton un vantaggio di circa 3 decimi nella migliore prestazione nell’ultimo stint. Al contrario, Lewis non è per nulla soddisfatto del comportamento delle gomme Pirelli morbide sul giro secco da qualifica, criticità non emersa dalle parole di Rosberg. Potrà essere una chiave di lettura delle prime gare dell’anno, un Nico capace di esprimersi al meglio al sabato? Con le nuove qualifiche a eliminazione continua, potremmo trovarci altre sorprese.

    Un dato di fatto ha caratterizzato i test invernali: Mercedes con l’affidabilità di un carro armato, Ferrari con qualche difetto di gioventù. Sarà da capire quanto le noie tecniche che hanno accompagnato a fasi alterne Raikkonen e Vettel potranno incidere a Melbourne, se i correttivi apportati riusciranno a elevare il grado di affidabilità e assicurare quattro gran premi senza intoppi sul fronte della power unit e del cambio. E’ una delle incognite di questo avvio di campionato, ma meglio doversi curare di un progetto veloce e competitivo da rendere affidabile, che non il contrario. Se la base è valida, la ricerca dell’affidabilità prima o poi porterà ai risultati sperati.

    Dietro ai due top team, favoriti d’obbligo, regna l’incertezza. Williams è vista da tanti come il terzo incomodo capace di ripetersi in ottica iridata, ma Bottas e Massa potrebbero essere più vicini di quanto non accadde nel 2015 e in tal senso vanno tenute in considerazione le parole di Rosberg e Hamilton, che non hanno escluso incursioni Williams nella lotta Mercedes-Ferrari. A sua volta, il team di Grove dovrà tenere d’occhio la Red Bull. Il progetto RB12 non viene minimamente messo in discussione da tecnici e piloti sotto il profilo telaistico e aerodinamico, la power unit sembra garantire un sufficiente livello di affidabilità, al quale sommare l’incognita della potenza garantita. Marko nelle scorse settimane ha riconosciuto gli sforzi del motorista, Ricciardo ha frenato gli entusiasmi e invocato nuovi progressi. La fiducia, tuttavia, in seno al team di poter far bene e andare a podio è presente.
    Dovranno fare i conti con la Force India, altra scuderia a giocare nell’ombra nelle due sessioni di test. Il progetto è un’evoluzione di quello 2015, l’affidabilità non si discute e le prestazioni dovrebbero essere superiori a quelle della VJM08 Evo.

    Attenzione alla Toro Rosso nel gruppo (folto) di scuderie che ambiscono a inserirsi subito dietro ai top team. L’inizio di campionato li vedrà competitivi perché la power unit Ferrari 2015 ha cavalli e tenuta buoni per rivaleggiare e star davanti a Renault, poi dovrebbe pagare l’assenza di aggiornamenti e allora dovrà sopperire la bontà del telaio e il talento dei piloti. In McLaren sono anche fiduciosi di poter iniziare l’anno in tutt’altra posizione rispetto al 2015. Button ha salutato l’evoluzione della power unit portata alla seconda sessione di test a Barcellona come il passo avanti più importante in un anno e più di sviluppi. In Australia vedremo al debutto un nuovo pacchetto evolutivo e non dovrebbe essere impossibile immaginare una McLaren nei punti.

    Più in difficoltà, oggi, appaiono scuderie come Renault, Haas, Sauber, Manor. I debuttanti americani hanno pagato lo scotto del debutto con diversi problemi tecnici nei test. I primi gran premi saranno tutti d’apprendistato e non sembrano in grado di poter rivaleggiare con il “primo gruppo” di scuderie. In Renault giocano sul basso profilo, non possono ambire a grandi risultati, Magnussen ha spiegato come nella migliore delle ipotesi potranno trovarsi a ridosso della top ten e approfittare di qualche defezione per marcare qualche punto. Sauber è tutta da interpretare, la stabilità interna è un vantaggio e i progressi compiuti con la C35 dovrebbero aiutarli ad avvicinarsi a Toro Rosso e McLaren. Saranno in concorrenza con Renault? Infine, il team Manor. L’interrogativo più grande ruota intorno ai piloti, senza esperienza in gara e con errori da mettere in conto. Tecnicamente la base c’è, power unit Mercedes e trasmissione Williams sono un buon punto di partenza, ma andranno capitalizzati al meglio e sfruttati dai piloti. Saranno in grado?

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