F1 2016, team e motori: Toro Rosso resta a piedi dopo il “NO” di Honda

Formula 1: in vista del 2016 prosegue il mercato dei motori dal quale rischia di restare esclusa la Toro Rosso che non può prendere la power unit Ferrari e incassa anche il "no" da Honda

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    C’è qualche conto che non torna per quel che concerne le forniture dei motori in vista della stagione 2016 di Formula 1. La Mercedes ha già raggiunto il limite di tre clienti con l’arrivo della Manor a fare compagnia a Force India e Williams. La Renault ha deciso di ripartire facendo tutto da sola a patto di completare l’acquisizione della Lotus. La Ferrari sta collaborando con Sauber, Haas e troverà un accordo con la Red Bull. Ma la Toro Rosso? Attualmente sembra che non ci siano i margini per una quinta scuderia motorizzata da Maranello sulla griglia di partenza della prossima stagione. E allora? Allora i vertici di Faenza sono andati a bussare alla porta della Honda ricevendo un “no” secco che complica grandemente i loro progetti.

    Motori F1 2016: Toro Rosso spera in una deroga a Ferrari

    La possibile collaborazione tra Honda e Toro Rosso è durata meno di mezza mattinata. A Suzuka ci sono stati dei contatti che si sono immediatamente interrotti:“La Honda non ha intenzione di fornire un secondo team di Formula 1 – si legge su Motorsport.com – la questione sarà affrontata solo in un prossimo futuro ma non per il 2016″, ha ribadito il portavoce. Secondo alcuni addetti ai lavori, invece, sarebbe vantaggioso per i giapponesi poter contare sui feedback di un’altra scuderia per capire meglio le pecche delle propria power unit e dare un deciso impulso ai propositi di recupero. Alla fine, però, è molto più probabile che se l’accordo tra Red Bull e Ferrari andrà in porto, sarà concessa una deroga al Cavallino Rampante per fornire un quarto team cliente.

    Volkswagen resta alla finestra

    Lo scandalo “dieselgate” che ha messo KO la Volkswagen rischia di impattare indirettamente anche sulle scelte della Red Bull. I bibitari confidavano in un ingresso della casa tedesca in Formula 1 per “sfruttare” la collaborazione con Ferrari solo come appoggio provvisorio per il biennio 2016-2017. Tuttavia le recenti vicende societarie obbligano il Gruppo a rivedere i propri piani. Non è detto, però, che la necessità di recuperare dal danno di immagine non invogli i nuovi vertici del colosso dell’auto addirittura ad accelerare un loro investimento per ben figurare nella massima categoria motoristica mondiale. Di questo avviso è il rivale Toto Wolff della Mercedes che sottolinea come già la Volkswagen sia già impegnata in tanti ambiti del motorsport:“Non penso che il loro impegno nel motorsport venga meno in quanto hanno molti interessi ed in molti campi. Corrono a Le Mans, sono attivi nel Rally e nel DTM. Non penso che molleranno tutto”.

    Motori F1: vincere costa troppo

    Alla Mercedes piace vincere facile. La casa tedesca ha portato in pista uno strapotere che ricalca di pari passo l’enorme esborso economico messo sul piatto della ricerca. A conti fatti, il gioco è costato 76,9 milioni di sterline di passivo. Lo scorso anno si erano fermati a poco più di 50. Tutto ciò, va sottolineato, è al netto degli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni e dai ricavi della FOM. Oltre alle infrastrutture ed alle tecnologiche richieste, a far lievitare i costi c’è l’alto numero di addetti impegnati a lavorare per la scuderia: 765 uomini per un totale di 65 milioni da pagare per i soli stipendi è uno dei dati che più salta all’occhio.