F1 2017, motori low cost: soluzione FIA o ricatto ai costruttori?

F1 2017, motori low cost: soluzione FIA o ricatto ai costruttori?

    FIA, motori F1 2017

    Il bando per la realizzazione di motori low cost da portare in Formula 1 come alternativa alle attuali power unit ibride c’è. Scopriremo l’esito tra meno di due settimane. E poi valuteremo meglio lo scenario. Intanto, però, il partito degli scettici ha già la maggioranza assoluta. Tra questi citiamo persino uno dei capi della Cosworth - Kevin Kalkhoven – che, intervistato da motorsport.com, spara la sua sentenza da osservatore esterno ed imparziale:“Trovo sconcertante il modo in cui pensano di dover bilanciare le potenze tra due motori diversi messi all’interno della stessa categoria!”., è il suo lapidario commento sull’idea di Jean Todt. E’, però, dalle parole di Monisha Kaltenborn della Sauber che si capisce qualcosa di più in merito al piano diabolico del presidente della FIA. O no?

    Se tra gli scettici c’è anche la Cosworth, attore chiamato in piena causa, forse del marcio c’è davvero. Più nel dettaglio del problema entra un altro soggetto direttamente interessato. Monisha Kaltenborn della Sauber, nonostante possa essere teoricamente allettata dall’idea di risparmiare sulla fornitura delle power unit, si schiera contro l’iniziativa della Federazione:“E’ importante tenere sotto controllo il costo dei motori. Lo abbiamo sempre detto ma ciò non è accaduto - ha spiegato ad Auto Motor Und Sport - l’ideale sarebbe tornare ad una spesa paragonabile a quella dei vecchi V8 e spero che questo sia il punto di arrivo ma senza tornare indietro sui nostri passi. La Formula 1 ha scelto la via dell’ibrido ed ha il dovere di portarla avanti con costanza anche per evitare altri danni di immagine”.

    Avere due velocità nella stessa categorie non è buono per nessuno. L’obiettivo dovrebbe essere quello di far scendere il costo delle attuali unità. Spero che, se i motori alternativi arriveranno a costare sui 7 milioni di Euro a stagione, la Ferrari sia in grado di darci i suoi alla stessa cifra“. Molto interessante quest’ultima dichiarazione: i motori low cost, vista così, non sarebbero una vera alternativa ma solo un modo furbissimo scelto dalla FIA per obbligare i grandi costruttori a fare importanti sconti ai loro clienti. Non è la prima volta che chi siede in Place de la Concorde a Parigi si inventa manovre di questo tipo. Anzi, direi che è un classico quello di sfruttare i “poveri” per far accettare ai grandi colossi posizioni altrimenti non vantaggiose dal loro punto di vista. Se i motori low cost andranno in porto, quindi, ci troveremo tra un paio d’anni ad avere Ferrari o Mercedes a dover scegliere se perdere tutti (o quasi) i loro clienti o conceder loro spaventosi sconti. Todt ha fatto il suo scacco al re?

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