Nuova Toro Rosso F1 2017: scheda tecnica nuova STR12

Formula 1 2017: presentata la nuova Toro Rosso STR12. Ecco la scheda tecnica e le novità introdotte dalla scuderia in vista della nuova stagione di Formula 1.

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    Tutti pronti per la stagione 2017 di Formula 1. Presentata anche la nuova Toro Rosso STR12 firmata da uno dei tecnici più interessanti del momento: si tratta di James Key, destinato nel tempo a raccogliere l’eredità di sua maestà Adrian Newey. La vettura non delude le attese di chi vociferava di una nuova livrea molto meno anonima. I bibitari, in effetti, hanno puntato su un blu con logo e toro d’argento. Non manca, infine, qualche innesto rosso fiammante. Per ciò che riguarda la tecnica, invece, non resta che dare la parola al già citato Key.

    Nuova Toro Rosso STR12: cambiamento epocale

    “Nei miei 20 anni di F1 è il più grande cambiamento sul telaio che io ricordi – ha spiegato James Key sul sito ufficiale della Toro RossoQueste regole includono un cambiamento di carreggiata, differenze significative con le gomme e ci sono nuove regole che coinvolgono l’aerodinamica. Sul telaio avremo un sacco di cose da imparare sotto tutti i punti di vista”. La parte anteriore è stata rinnovata completamente con ala a freccia e più libertà d’azione nella del fondo al fine di generare più carico aerodinamico. Al retrotreno è stato allargato il diffusore e posto più in alto per lavorare meglio con l’ala posteriore che è ribassata rispetto al 2016. “È bello avere un po’ più di libertà. Probabilmente è dal 2008 che non avevamo tanti strumenti aerodinamici da sfruttare, ma poi le regole si sono irrigidite nel 2009 e ancora di più nel 2014. Adesso è tornata una certa libertà e questa è una grande sfida per il reparto aerodinamico”, ha confermato il direttore tecnico.

    F1 2017, STR12: alcune zone nate da foglio bianco

    “In alcune zone siamo partiti da zero e ci siamo chiesti: aerodinamicamente e meccanicamente, cosa rende buona una vettura per il 2017? Cosa rende veloce una macchina costruita con queste regole? Questa è una domanda da un milione di dollari. Le decisioni si basano su quanto potenziale di sviluppo c’è e poi si va avanti fissando degli obiettivi di sviluppo da raggiungere. Tuttavia, guardando a quanto è avanzata la tecnologia in galleria del vento e al CFD, direi che le squadre adesso sono meno inclini a errori grossolani”, ha spiegto James Key. Ricordiamo che sia il lavoro in galleria del vento che in CFD è limitato dal regolamento della Formula 1 pertanto ogni team ha dovuto dosare con attenzione le proprie occasioni di sviluppo e conferma dei dati. Ciò darà ampi margini di crescita un po’ a tutti nel corso della stagione. La tardiva conferma delle regole, inoltre, ha impedito di anticipare i tempi:“Di solito si inizia a lavorare già a dicembre dell’anno precedente mentre noi siamo partiti solo ad aprile”, ha confermato Key.

    F1 2017: Toro Rosso torna con Renault

    Dopo un anno spinta dai motori Ferrari, la Toro Rosso ritorna ad essere equipaggiata dalla power unit Renault che, nel frattempo, ha ricucito buona parte del gap accusato dai rivali:“La Toro Rosso ha bisogno adesso di stabilità. Negli ultimi anni, per varie, circostanze, abbiamo accusato deficit sul fronte power unit e questo ha influenzato le performance ed i risultati al di là del gran lavoro fatto dai ragazzi dell’aerodinamica”.

    F1 2017, Toro Rosso: piloti nel segno della continuità

    La Scuderia Toro Rosso è un team giovane e arrembante che punta sulla stabilità del gruppo per mettere veramente a frutto il proprio potenziale. La conferma di Sainz e Kvyat va in questa direzione:“Contare anche sulla continuità da parte dei piloti, è un elemento importante quando c’è un cambio di regolamento. Immaginate di avere due debuttanti su una monoposto 2017! Non si avrebbero punti di riferimento. Quindi, sia il fronte power unit che quello piloti va bene, solo il telaio resta un’incognita. Ci siamo sempre posti obiettivi ambiziosi. In passato, ci siamo concentrati per spingere al massimo all’inizio della stagione e poi vedere cosa era possibile fare a seconda di dove ci trovavamo col passare del tempo. Quest’anno invece abbiamo intrapreso una visione a lungo termine, guardando a tutte e 20 le gare”, ha spiegato il solito Key ribadendo il ruolo cruciale dei piloti per lo sviluppo della monoposto. Ma non solo: anche il semplice potenziale di regolazioni sulla macchina a seconda del circuito è più ampio per cui i piloti con più sensibilità ed esperienza saranno di grande aiuto ai tecnici.