F1: 25 anni senza Enzo Ferrari [VIDEO]

Enzo Ferrari a bordo pista a colloquio con Alberto Ascari come nella stagione 1952 di Formula 1… vogliamo ricordarlo così! Il Drake

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    Enzo Ferrari a bordo pista a colloquio con Alberto Ascari come nella stagione 1952 di Formula 1… vogliamo ricordarlo così! Il Drake. Non come era 25 anni fa, mai appagato ma certamente stanco, quando decise di andarsene una domenica di mezzo agosto. A proposito, c’è un mistero attorno al giorno esatto della sua morte. Pare non avesse piacere ad avere intorno a sé troppa gente per l’estremo saluto. Si dice che volle mischiare un po’ le carte. Tanto per dire che razza di personaggio fosse. Torniamo, però, a quel 1952 per immaginare la storia di Enzo Ferrari che con la sua Scuderia quell’anno vinse il primo titolo mondiale. Fu l’inizio di una storia incredibile. Lo fece con Ascari che, pur saltando il primo Gran Premio e ritirandosi nel secondo, dominò tutti gli altri.

    Questo video è il racconto fatto all’epoca dai cinegiornali del Gran Premio d’Italia del 1952. “E’ impossibile riassumere in poche parole che cosa ha rappresentato Enzo Ferrari per me – ha dichiarato l’attuale presidente della Ferrari sul sito ferrari.com – A lui, al suo coraggio, alla sua capacità di guardare sempre avanti, anche nei momenti più difficili, devo tantissimo, sia sotto il profilo personale che professionale. Ogni tanto ripenso alla fortuna che ho avuto nell’aver conosciuto e nell’aver lavorato con uomini come lui”, ha aggiunto Luca di Montezemolo. “Accanto alla mia scrivania a Maranello ho una foto del Fondatore: nei momenti in cui debbo prendere una decisione importante mi capita istintivamente di guardarla e di chiedermi che cosa avrebbe fatto lui. L’esempio di Enzo Ferrari va tenuto sempre a mente. E’ riuscito a realizzare il sogno di costruire delle automobili straordinarie grazie alla sua determinazione e alla sua passione. A distanza di venticinque anni, egli sarebbe felice di vedere che cos’è diventata oggi la Ferrari, una realtà industriale e sportiva unica, che rappresenta un’eccellenza italiana e che continua a far innamorare di sé milioni e milioni di appassionati del Marchio in tutto il mondo, ha concluso l’uomo che da un ventennio è riuscito a tenere alto l’onore del Cavallino Rampante aprendolo ad un pubblico sempre più internazionale.

    Che Montezemolo non abbia tradito le attese ed abbia tenuto intatto lo spirito e il ricordo di Enzo, è il figlio Piero Ferrari a confermarlo:“Ha fatto e continua a fare un grande lavoro per mantenere intatte le caratteristiche fondamentali del DNA della Ferrari: ad esempio, avrebbe condiviso pienamente la decisione di voler mantenere la produzione sotto la soglia delle settemila vetture all’anno, aumentando però i ritorni economici - ha spiegato il vicepresidente dell’azienda orgoglio italiano nel mondo – Duro ed esigente, come padre e come capo, ma anche capace di gesti di grande generosità e di affettuosità inaspettate, aspetti questi ultimi che tendeva a nascondere. Coraggioso e innovatore, sempre con lo sguardo volto al futuro: basti pensare alla decisione di fondare la Scuderia nel 1929, l’anno della Grande Crisi, e al progetto di creare una fabbrica di automobili in un’Italia che era ancora piena delle macerie della Seconda Guerra Mondiale”, ha aggiunto.

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