F1 a Singapore, meteo e non solo: i 4 pericoli di Alonso

Formula 1: la Ferrari di Fernando Alonso parte in pole position nel Gran Premio di Singapore

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    singapore ferrari alonso 2010

    Gran Premio di Singapore di F1 2010 da dividere in quattro grosse variabili per la Ferrari, per Fernando Alonso ma anche per tutti gli altri piloti che vogliono fare bene. Innanzitutto il meteo. In secondo luogo citiamo la partenza. A seguire arriva l’incognita safety car ed, infine, il problema affidabilità. Molto più che i duelli in pista e le strategie ai box, praticamente uguali per tutti, a decidere la quintultima gara del campionato 2010 saranno i quattro aspetti già citati. Vediamo di approfondire rischi e opportunità.

    METEO SINGAPORE. In questo momento, a poche ore dall’inizio del Gran Premio, non sono previste precipitazioni. Il caldo, sommato all’umidità, è asfissiante e trasforma l’intera città-stato del sudest asiatico in una gigantesca serra. Meglio così, comunque, che con l’acqua sull’asfalto. La pista diventa scivolosissima, fatica ad asciugarsi e rende i sorpassi ancor più difficili. Impossibili.

    PARTENZA GP. Partenza del GP di Singapore fissata per le ore 14.00 italiane. Là saranno le 8 di sera. Alonso è in pole position affiancato da Vettel e seguito da Hamilton, Button e Webber. Massa è ultimo. Chi chiuderà al comando il primo giro avrà la vittoria in tasca. Safety car permettendo (vedi sotto). Alonso non ha mai avuto un buono spunto quest’anno. Vettel e Webber ancor meno. Hamilton, quindi, potrebbe approfittarne a meno che pure Button non si inserisca nel dargli fastidio. L’anglocaraibico, però, oltre ad aver mostrato uno smalto sullo scatto da fermo che va al di là della bontà della McLaren, ha la piazzola pulita. Non mi stupirei di vederlo davanti a tutti. A frenarlo potrebbe esserci il ricordo dell’incidente di Monza. In fin dei conti, uno nella sua posizione in classifica può accontentarsi. Può? Potrebbe… forse. Lewis, in verità, ci piace proprio perché non fa calcoli. Mai.

    SAFETY CAR. I rischi presi in partenza potrebbero rivelarsi vani nel momento in cui la gara sarà neutralizzata dalla safety car il cui ingresso è pressoché inevitabile. L’abolizione dei rifornimenti rende meno drammatico il suo intervento ma obbliga i team a ragionare con l’opportunità di fare l’unica sosta prevista per il cambio gomme in modo molto anticipato. Il rischio è farla troppo presto rispetto ai rivali e finire intruppato nel traffico. Chi sarà davanti avrà il vantaggio di poter controllare la situazione in base a ciò che faranno quelli dietro. Chi si troverà a metà gruppo, invece, potrà compiere qualche azzardo. Felipe Massa, facendosi molto bene i conti, potrebbe imitare Alonso a Montecarlo.

    AFFIDABILITA’, Non inganni l’assenza del sole. A Singapore fa un caldo terrificante. I motori sono messi a dura prova dato che dovranno girare per quasi due ore senza possibilità di ricevere aria fresca per via dei trenini di auto che si creeranno e delle barriere che circondano il circuito e non garantiscono un favorevole ricambio d’aria. A questo vanno aggiunte le interferenze elettromagnetiche che potrebbero da un momento all’altro ammutolire una monoposto. Qui non c’entrano altri discorsi. Se ti tocca, è pura sfiga.