F1 ad Abu Dhabi: Webber applaude Vettel e pensa già al 2011

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    Non ce l’ha fatta Mark Webber a coronare il suo sogno di gloria. Il pilota della Red Bull ha faticato come non mai nell’ultimo appuntamento del calendario, chiudendo solamente all’ottavo posto. Il finale di stagione 2010 ha avuto la sua degna conclusione, con un vincitore a sorpresa così come lo è stato l’intero campionato, che ha fatto a pezzi tutti i pronostici e i calcoli possibili. Ma la matematica questa volta non è servita: tutti a chiedersi se Vettel avrebbe aiutato Webber e se altrettanto avrebbero fatto gli altri piloti nelle prime file. Niente da fare, il gran premio di Abu Dhabi ha avuto un solo protagonista e un solo vincitore. Per gli altri, non resta che sperare nell’anno prossimo.

    F1 2010. Si è concluso il mondiale 2010 di Formula1 e Sebastian Vettel è il nuovo campione del mondo. Niente da fare dunque per Fernando Alonso e Mark Webber, i due piloti dati favoriti per il duello finale. Il gran premio di Abu Dhabi è stato dominato dall’autore della pole position Sebastian Vettel, che ha dimostrato ancora una volta di saper gestire magistralmente il suo vantaggio sugli avversari. La Red Bull incorona così il suo pupillo, alla fine di una stagione in cui spesso (e malvolentieri) ha dovuto festeggiare i successi dell’altro pilota, l’australiano Mark Webber che, nonostante il vantaggio su Vettel, non è mai riuscito a conquistarsi in pieno l’appoggio della sua squadra. Una sconfitta amara, anche perché dopo delle qualifiche disastrose, Webber non ha potuto combattere nemmeno in gara. Inutile però piangere sul latte versato: Mark Webber è già pronto a tornare a combattere nel 2011.

    MARK WEBBER. “Per prima cosa, complimenti a Sebastian per il titolo iridato”, ha esordito il pilota della Red Bull a fine gara. “Per quanto mi riguarda posso dire che è stata una stagione molto positiva; questo weekend però le cose non sono andate nel verso giusto, peccato. Nelle prossime settimane ci sarà il tempo per riflettere, ma è così che funziona lo sport a volte. Quando ti avvicini così tanto alla meta e poi non riesci a raggiungerla chiaramente ci sono un sacco di emozioni che entrano in gioco, ma ho dato il massimo e io e la mia squadra abbiamo fatto quello che potevamo: alla fine però non è stato abbastanza”. E nessun rimpianto, ha assicurato il pilota della Red Bull, per la decisione del pit stop anticipato, che lo ha costretto a rientrare in pista alle spalle di un alto numero di vetture che avevano già effettuato la sosta in regime di safety car. Al suo rientro ai box l’australiano si trovava in quinta posizione, ancora dietro alla Ferrari di Fernando Alonso, per il quale, ironia della sorte, ha fatto da esca, consegnando la vittoria al compagno di squadra Vettel. “Il team ha vinto entrambi i titoli, un grande traguardo! Io tornerò a combattere l’anno prossimo”.