F1, ali flessibili vietate: ha vinto la McLaren

Formula 1: la Federazione farà controlli più severi sulle ali flessibili a partire dal prossimo Gran Premio del Belgio

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    F1, ali flessibili vietate

    Le ali flessibili saranno vietate a partire dal Gran Premio del Belgio. La McLaren era di fronte ad un bivio: ottenere il bando della soluzione che, a parer loro, sta facendo le fortune della Red Bull oppure mettersi al lavoro per copiarla. Dopo due settimane di martellanti lamentele (neanche fossero Berlusconi a caccia di comunisti durante la campagna elettorale…) è riuscita ad ottenere controlli più severi in termini di flessibilità. Controlli più severi significano, ovviamente, divieto di montare quell’ala anteriore che in certi momenti arriva a sfiorare l’asfalto dando indubbi vantaggi in termini di carico aerodinamico. Non a caso in un circuito come l’Hungaroring le Red Bull avevano una marcia in più ….

    ALI FLESSIBILI. La norma prevede che la Federazione possa variare anche a stagione in corso il peso da utilizzare per valutare la flessibilità (vietata) di alcune componenti. Evidentemente l’ala Red Bull restava rigida con la forza applicata dai commissari in sede di verifica ma sotto il peso determinato dalla velocità si piegava in modo alquanto problematico ai fini del rispetto delle regole. Per questa ragione e sotto l’estenuante lamentela McLaren, la Federazione ed il delegato tecnico Charlie Whiting hanno deciso di avvalersi dell’articolo 3.17.8 del Regolamento Tecnico di Formula 1 che prevede, appunto, la possibilità di “introdurre ulteriore prove di carico o di flessione su qualsiasi parte della carrozzeria che è sospettata di muoversi mentre la monoposto è in movimento”.

    RED BULL. “Quando alle persone non piace quello che vedono sul cronometro devono giustificare in qualche modo la loro posizione. Non bisogna mai penalizzare le cose buone ed ingegnose che le persone riescono ad ottenere facendo un buon lavoro, ma a volte succede” , ha dichiarato Mark Webber. Si fatica a pensare che la forza della Red Bull sia determinata solo da questo accorgimento sull’ala flessibile anteriore. Non dobbiamo dimenticare che siamo di fronte ad un pacchetto complessivamente mostruoso. Basti ricordare cosa è stato capace di fare Webber che ha tenuto le gomme morbide nel GP di Ungheria per 43 giri segnando giri record a ripetizione. L’australiano è andato oltre ogni calcolo fatto in sede di simulazione da computer e ingegneri cervelloni. Segno che quello che viene studiato “al banco” non è sempre 1+1=2. Segno che questa F1, ali flessibili o no, dovrebbe puntare un briciolino più spesso sul cuore anziché solo sui numeri.