F1 alle Olimpiadi: tutti favorevoli ma tanti nodi da sciogliere

Formula 1 alle Olimpiadi? E' un'idea che può diventare realtà ma ci sono molti nodi da sciogliere per far sì che il progetto vada in porto

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    La Formula 1 deve andare alle Olimpiadi? L’occasione è ghiottissima e il ferro va battuto finché è caldo. La faccenda sarebbe buona per tutto il Comitato Olimpico Internazionale ma anche per il motorsport in quanto si creerebbe indubbiamente un circolo virtuoso di interessi. Ad essere onesti, però, è improprio parlare in senso stretto di portare la Formula 1 ai Giochi ma, semmai, far entrare tra le varie discipline anche uno sport a motore. Infatti, il CIO ha riconosciuto la Federazione Internazionale dell’Automobile nel suo insieme. Per noi amanti delle sfide a ruote fumanti, significa – in sostanza – che potremmo vedere una grande battaglia tra i piloti più forti del mondo tutti quanti, però, al volante dello stesso mezzo.

    F1 alle Olimpiadi sarà sfida tra piloti

    Eh sì, la parte interessante della manovra impropriamente semplificata con lo slogan “Formula 1 alle Olimpiadi” è che ci saranno i migliori piloti al mondo a sfidarsi una sola volta, una ogni 4 anni, in una gara secca che li vede tutti al volante di auto tecnicamente uguali ma sviluppate, nei limiti del possibile, dalle squadre nazionali. In tal senso, uno degli aspetti più complessi sarà fare a fette la cosmopolita realtà del motorsport internazionale per rinchiudere ognuno all’interno della propria nazionalità. A dirla tutta, quindi, più che una vera gara di Formula 1, la cosa più facile da portare alle Olimpiadi sarebbe una copia della “Race of Champions” con mezzi semplici, uguali per tutti, e piloti divisi per nazione.

    I grandi costruttori ci saranno?

    Ma è chiaro che organizzare una copia della “Race of Champione” alle Olimpiadi non è come portarci la Formula 1. E se F1 sarà, come funzionerà? Vedremo una Ferrari tinta di azzurro che sarà guidata da un paio di nostri piloti? Effettivamente la scuderia di Maranello ha già collaborato per altri sport olimpici studiando in galleria del vento, ad esempio, le migliori linee aerodinamiche per canoe, pattini, slittini, etc. ma qui si parlerebbe di un investimento di ben altro tipo. Pensate che Marchionne aprirà a cuor leggere il portafoglio? E gli altri colossi cosa faranno? Si interesseranno al progetto Mercedes, Renault o Honda?

    Sarà F1 vera o gara monomarca?

    Senza provare neppure a ipotizzare come strutturare il format di gara (un solo Gran Premio classico da 300 Km, competizione divisa in più manche, pre-qualifiche ad eliminazione, corsa di durata, etc.) un aspetto di primaria importanza è scegliere la base di partenza del mezzo a disposizione. Sarà una monoposto a ruote scoperte? Sarà una vera Formula 1 che potrebbe allettare anche Mercedes, McLaren, Williams, Red Bull, etc. ? O forse una vettura tipo Endurance che richiamerebbe collaborazioni con Audi o Peugeot? Perché, sennò, non puntare sulla Formula E o il Rally?

    Tanti nodi: serve un gruppo di lavoro ad hoc

    Come abbiamo provato a mostrare nelle righe precedenti, di carne al fuoco ce n’è tanta e di temi da srotolare pure. Per far sì che il motorsport approdi alle Olimpiadi, quindi, non bastano le buone intenzioni ma cervelli di prim’ordine che abbia questo scopo come primario, se non unico, per almeno un quadriennio. L’ideale sarebbe riuscire a portare qualcosa di sperimentale già nei Giochi Olimpici del 2020 in programma a Tokyo.