F1, Alonso: i conti del ragioniere Ferrari

Formula 1: Fernando Alonso si dice soddisfatto del terzo posto ottenuto nel GP del Giappone e guarda avanti: Corea, Brasile e Abu Dhabi sono 3 tappe nelle quali occorre fare il massimo

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    alonso ferrari podio giappone 2010

    Fernando Alonso è contento del pericolo scampato nel Gran Premio del Giappone e guarda alla Corea con serenità. A conti fatti, il terzo posto è un qualcosa di piuttosto misero dal punto di vista della classifica generale. Tuttavia il pilota Ferrari ha corso seriamente il rischio di chiudere molto più indietro la propria gara. Se tutto fosse girato storto – i presupposti c’erano – poteva comodamente chiudere anche in sesta posizione. La sua forza è la tenuta mentale. La capacità di essere un calcolatore e di fare la formichina quando occorre stare in difesa. La doppietta Red Bull, però, ha mischiato le carte in tavola. E i conti sono da rifare.

    FERNANDO ALONSO. “Su un circuito che sembra essere fatto apposta per esaltare le caratteristiche della Red Bull siamo riusciti a salire sul podio e a perdere appena tre lunghezze dal leader del campionato - Alonso vede il bicchiere mezzo pieno, ben consapevole che poteva andargli molto peggio – Abbiamo avuto un po’ di fortuna perché il ritiro di Kubica ha tolto di mezzo un rivale potenzialmente molto forte. Non sono partito in maniera ideale, anche a causa di un problemino con la frizione ma poi ho subito recuperato la posizione su Button”. Il fatto è passato in secondo piano ma il sorpasso su Button alla prima curva è stato fondamentale. In Giappone la Red Bull è stata perfetta:”Però l’esperienza insegna che non è stato sempre così altrimenti avrebbero già vinto il titolo. Allora, bisognerà cercare di sfruttare al meglio ogni occasione”, ha aggiunto l’asturiano.

    F1 2010. L’ultima considerazione di Alonso, abbinata al calcolo dei punti raccolti nel salire sempre sul podio, mi aveva convinto. In Giappone, però, ho visto uno scenario diverso che sembra andare contro le speranze Ferrari. Innanzitutto la McLaren è nettamente un gradino inferiore e difficilmente potrà ancora inserirsi tra Ferrari e Red Bull per togliere punti agli avversari. Il rischio, casomai, è che il team di Woking favorisca quello di Milton Keynes. Lo stesso dicasi per Felipe Massa. La lotta è da 1 contro 2. Questo è un brutto segno per lo spagnolo. E’ facile pensare che uno dei due tra Vettel e Webber conosca una battuta a vuoto soprattutto nel caso in cui si debba incontrare un GP bagnato o regolato da una inopportuna safety car. Ma che succeda ad entrambi è quasi impossibile. Parlavo di scenario cambiato. Mi riferivo anche al fatto che la Red Bull di Singapore sembrava una monoposto ridimensionata nelle prestazioni dai più severi controlli sulla flessibilità delle monoposto. Quella vista a Suzuka è tornata ad essere la schiacciasassi di sempre che troverà terreno favorevole anche nei prossimi 3 appuntamenti. In conclusione: quelli della Red Bull sono in due ed hanno una vettura da urlo. Come può farcela una sola Ferrari che conta 14 punti di ritardo in classifica? C’è bisogno di una vittoria. Subito. In Corea. Altrimenti, presentarsi a due gare dalla fine con un ritardo maggiore di questo significa vestire i panni della vittima designata.