F1, Alonso sicuro: Ferrari presto vincente

Formula 1: Fernando Alonso dichiara di aspettarsi presto una Ferrari nuovamente vincente e di essere contento della sua permanenza a Maranello

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    F1, Gran Premio del Brasile   sabato qualifiche

    Dicembre è il mese del Natale. In Formula 1 è il momento migliore per proclami e bilanci. Quest’ultimi sono già stati fatti in Ferrari. La prematura uscita di Fernando Alonso dalla lotta per il titolo mondiale ha fatto virtualmente calare il sipario sulla stagione 2011 molto prima dell’ultimo Gran Premio. C’è ormai poca voglia di guardarsi indietro se non per essere sicuri di non commettere più gli stessi errori. Gli uomini in Rosso sono da mesi concentrati sul 2012. A tal proposito, Alonso suona la carica e dichiara:“Mi aspetto di vedere molto presto una Ferrari vincente”.

    FERNANDO ALONSO. L’asso di Oviedo vede positivo. Alonso crede che la Ferrari sia in assoluto la miglior collocazione per un pilota di Formula 1 che aspiri a vincere con continuità. A Maranello sforneranno a breve la monoposto più veloce del mondiale. Una convinzione, un auspicio. Una speranza:“E’ solo una questione di tempo - ha dichiarato ad Autosport - speriamo non troppo visto che sono arrivato a trent’anni e non so per quanto ancora correrò. Sono all’apice della mia carriera e sono nel team migliore. Non ho dubbi sul fatto che il titolo arriverà”. Alonso è a secco di titoli da ben cinque stagioni. Un’era geologica se si pensa a come è iniziata la sua carriera: debutto nel 2001 con la Minardi, ritorno in F1 nel 2003 con la Renault, già bi-campione del mondo 3 anni dopo nel 2006. Cinque stagioni di digiuno sono troppi per un vincente come lui che nel 2007 e nel 2010, le volte in cui ha avuto una vettura competitiva, ha lottato fino all’ultima gara. “Se avessi massimizzato il mio potenziale avrei ottenuto altri due titoli iridati. Ma non voglio guardare indietro perché altrimenti non si va da nessuna parte – ha aggiunto il driver della Ferrari - sono un pilota molto più completo. Ho mantenuto costante ritmo gara e velocità in qualifica ma sono cresciuto nelle manovre di sorpasso, nelle partenze, nei pit stop e nella preparazione mentale alla gara. Nel 2005 e 2006 ero molto più debole rispetto ad oggi”.