F1: aria di Ferrari per Mark Webber

Formula 1: il futuro di Mark Webber è destinato a smuovere molti equilibri che passano dal mancato rinnovo del contratto con Felipe Massa in Ferrari a quello di Lewis Hamilton in McLaren

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    Il futuro di Mark Webber interessa a molti. Per almeno due buoni motivi: qualora dovesse lasciare la Red Bull, ci sarà un nuove nome al volante di una tra le monoposto più competitive del Circus. Chi sarà? Sarà Hamilton? O sarà un giovane al momento messo a fare esperienza in Toro Rosso? La seconda ragione si chiama Ferrari. L’australiano ha le caratteristiche perfette per coprire il ruolo di seconda guida a fianco di Fernando Alonso, una volta che sarà scaduto il contratto di Felipe Massa, vale a dire a fine 2012.

    MARK WEBBER. Il contratto dell’australiano scade a fine 2011 e questo rende complesso il rinnovo. La Red Bull non ha interesse a fargli un contratto che vada oltre il 2012 quando, se non Lewis Hamilton, perlomeno uno dei suoi giovani tra Buemi e Alguersuari, sarà pronto al passaggio a fianco di Sebastian Vettel. Il fatto che pure il contratto di Felipe Massa termini nel 2012, però, potrebbe far accettare a Webber un rinnovo annuale. A patto, ovviamente, che abbia già adesso la garanzia da parte della Ferrari di poter occupare la seconda Rossa. Questa complicata manovra ha un nome illustre che si muove dietro le quinte: Flavio Briatore. In qualità di manager di Mark Webber, qualora piazzasse il proprio assistito a Maranello, sarebbe la dimostrazione della sua influenza sulle scelte di Montezemolo e Domenicali. Vero preludio ad un ingresso all’interno della Scuderia. Non necessariamente nel ruolo di team principal.

    FERRARI – RED BULL. Se l’alternativa è davvero tra Ferrari e Red Bull, Webber può dormire sonni tranquilli:“Deciderò nei prossimi mesi - ha detto il pilota dei lattinari parlando del proprio futuro e citando la scuderia del Cavallino – La Ferrari è speciale, ma avrebbe più senso rimanere alla Red Bull. Mi sento bene, sono felice con i ragazzi ed i meccanici. Non c’è fretta”.