F1: Briatore come la fenice

Il tribunale per le grandi istanze di Parigi rovescia la sentenza che prevedeva la radiazione a vita di Flavio Briatore dal mondo della F1: l'ex direttore della scuderia Renault esce così pulito dallo scaandalo che lo aveva visto coinvolto per l' incidente macchinato ai danni di Piquet jr nel corso del Gran premio di Singapore del 2008

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    Il mondo della F1 è pronto a riaccogliere uno dei suoi più illustri protagonisti: chi pensava infatti che non avrebbe più sentito parlare di Flavio Briatore, se non relativamente alle feste in Sardegna, proprio in questi giorni ha dovuto ricredersi. Il tribunale per le grandi istanze di Parigi ha infatti decretato ufficialmente la riabilitazione del manager italiano nel mondo della F1, ribaltando il verdetto della FIA (la Federazione internazionale dell’ automobilismo), che lo scorso settembre lo aveva condannato per la sua responsabilità diretta nel “crashgate” avvenuto nel Gran Premio di Singapore del 2008.

    La sentenza dello scorso 21 settembre, che decretava la squalifica a vita per l’ex direttore della scuderia Renault, è stata giudicata “irregolare” e il ricorso presentato da Briatore il successivo 24 novembre è stato accettato con successo; unica “nota amara” nella sentenza potrebbe essere la mancanza totale del risarcimento richiesto per i danni causati alla propria immagine: solo 15.000 euro invece del milione di euro richiesti a titolo di compensazione.

    SINGAPORE 2008 Ma facciamo un passo indietro e ricostruiamo come si svolsero i fatti nel corso dei primi giri del Gran Premio di Singapore del 2008. L’accusa mossa al responsabile del team Renault fu quella di aver volontariamente complottato l’incidente che vide protagonista l’ex pilota Nelson Piquet jr per favorire la vittoria del compagno di squadra Fernando Alonso. Proprio due giorni dopo l’appuntamento di Singapore, il 30 settembre, scadeva il contratto del pilota brasiliano con il team francese e, nonostante la supposta macchinazione ai danni di Nelsinho, Briatore non gli rinnovò l’opzione. Tra il 30 ottobre e il primo di novembre però, alla vigilia del Gran Premio del Brasile, Piquet jr sostenne di aver raccontato come si svolsero realmente i fatti a Charlie Whiting, braccio destro di Mosley. Di fronte all’impossibilità di quest’ultimo a muoversi nei confronti di Briatore, Nelsinho decise di confessare tutto anche al patron della F1 Bernie Ecclestone e successivamente allo stesso Mosley in persona. Informati dei fatti entrambi dichiararono però la propria impossibilità a provare quanto dichiarato da Piquet, a meno che non ci fossero prove a sostegno della tesi del brasiliano. L’opinione comune dei piani alti del Circus era comunque unanime: eliminare Briatore. Esattamente due giorni più tardi, il 2 novembre 2008, Briatore decise di rinnovare il contratto a Piquet, riducendogli lo stipendio.

    LA RIVINCITA DI BRIATORE A conti fatti alcuni punti sembrano non quadrare, specialmente in virtù del fatto di un possibile ricatto pendente sulla testa del manager Renault. Quello che sembrò salire a galla fu più un regolamento di conti sull’asse Mosley, Ecclestone e Briatore, in quanto l’inchiesta vera e propria scattò poi solamente 10 mesi successivi alla data dei fatti. Il team francese, conscio che si sarebbe trovato di fronte non ad un regolare tribunale ma direttamente al Consiglio mondiale della Fia, ovvero a Mosley in persona, ammise la colpa, scegliendo come vittima sacrificale il proprio direttore che anticipò tutti dimettendosi dal proprio incarico.

    RIVOLUZIONE NEL CIRCUS? Ora l’esilio di Briatore pare essere finalmente finito, grazie alla decisione di Parigi che ha decretato irregolare la sentenza ai danni di Briatore in quanto ai tempi della sanzione egli non possedeva la licenza Fia (poiché si era già dimesso dal proprio incarico) e quindi non risultava giudicabile da parte del Consiglio Mondiale. Quanto successo fino ad ora è solo il preludio a quella che potrebbe rivelarsi la grande rivoluzione nel mondo della F1, dove fino ad ora le tavole di Mosley hanno fatto da padrone. Bisognerà dunque vedere come intende muoversi Briatore in primis, che si dichiara ovviamente soddisfatto che giustizia sia stata fatta, senza però pronunciarsi in merito ad un suo possibile ritorno (proprio in questi giorni intanto è stato nominato il nuovo capo scuderia della Renault, il francese Eric Boullier).

    IL NUOVO PRESIDENTE FIA Sotto il riflettore più grande ci sarà invece Jean Todt, nuovo presidente FIA, che si troverà a combattere tra chi gli ha ceduto il posto di numero uno e la possibilità di essere al comando di una nuova era per tutta la Formula 1, reintegrando la giustizia e la trasparenza sportiva. Attendiamo dunque di vedere se la FIA ricorrerà in appello contro l’assoluzione di Briatore…per ora una cosa è sicura…chi non vedremo più in giro sarà sicuramente Piquet.