F1, clamoroso: Halo ufficiale dal 2018! FIA scavalca i team

La FIA forza la mano e contro il parere dei team ufficializza l'utilizzo del sistema Halo dalla stagione 2018 di Formula 1

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    F1, clamoroso: Halo ufficiale dal 2018! FIA scavalca i team

    La FIA ha reso obbligatorio il sistema Halo per la protezione della testa dei piloti di Formula 1 a partire dalla stagione 2018. Il fatto è avvenuto durante la riunione dello Strategy Group di ieri. Adesso manca solo la ratifica da parte del Consiglio Mondiale della stessa Federazione Internazionale dell’Automobile.

    La promozione dell’Halo lascia sbigottiti esperti e tifosi per almeno un paio di importanti ragioni. Primo, è un infradito anti-estetico che rischia di rendere ridicole le monoposto dopo che si è fatto tanto per renderle non solo veloci ma anche belle da vedere. Secondo, i team di Formula 1 ed i piloti si sono opposti anche a causa dei problemi visivi che causa ma la FIA ha deciso comunque di scavalcare il loro parere appellandosi a ragioni di sicurezza.

    Cosa c’è dietro, cosa c’è sotto? Come andrà a finire la questione? Abbiamo qualche ipotesi e qualche speranza da condividere.

    FIA, impone Halo dopo bocciatura dello Shield

    Halo obbligatorio? E’ un nonsense. Il punto di partenza è questo: nessuno trova intelligente il sistema Halo. A nessuno, soprattutto tra i tifosi, piace quell’aggeggio di fronte alla testa del pilota. Persino sull’efficacia in termini di sicurezza, ci sono seri dubbi.

    Non a caso, la FIA ha provato proprio nello scorso weekend di Silverstone il sistema Shield che prevede un cupolino stile aereo da caccia. Anch’esso è stato bocciato a causa di problemi di visibilità e di sporco che si deposita sul vetro rendendone difficile la pulizia durante la gara.

    Quindi, con un colpo di mano e con una certa precipitazione, scavalcando il parere unanimemente contrario dei team di Formula 1, Jean Todt ha deciso di imporre come obbligatorio il sistema Halo.

    Halo in F1: perché la FIA accelera?

    Fatta la dovuta premessa sulla scarsa popolarità dell’Halo, dobbiamo chiederci perché la FIA, con Jean Todt in prima fila, abbia voluto forzare così la mano contro i team. La risposta è chiara quanto cinica. Todt ha ancora un “debito” di morte da ripagare nei confronti del povero Jules Bianchi di cui il figlio Nicholas era manager oltretutto.

    Todt, inoltre, al di là dei sentimentalismi, ritiene inaccettabile che sotto la sua dirigenza si siano registrati alcuni incidenti mortali e vuole lasciare un segno in Formula 1, così come le altre categorie minori, facendo un ulteriore step in avanti sul fronte della sicurezza. E’ una delle storiche mission della FIA che, sotto la guida del suo precedessore Max Mosley, dal tragico weekend di Imola 1994, ha compiuto passi in avanti straordinari.

    F1 e Halo: si può ancora tornare indietro?

    Fino a qui abbiamo esposto i fatti. Ora proviamo ad immaginare cosa accadrà da domani. I tifosi stanno già manifestando in ogni sede possibile il loro sdegno. Si leggono commenti sui social e sugli articoli online di assoluta disapprovazione da parte dell’operato della FIA nei confronti dell’Halo. Persino i team ed i piloti sono contrari a questa soluzione.

    Quindi, non ci stupirebbe un passo indietro della FIA giustificato dal “furor del popolo” e magari supportato anche da Liberty Media che tutto vuole fuorché perdere fans. Questa sollevazione popolare, paradossalmente, potrebbe essere un bene anche per Jean Todt che sta trascinando da troppo il teatrino dell’Halo ed ora lascia il sospetto che abbia forzato la mano persino in modo strumentale al fine di poter dichiarare qualcosa tipo “Io ho messo l’Halo obbligatorio ma me lo avete bocciato, per cui ve ne assumete voi la responsabilità. Dopodiché chiudiamo qui la cosa e non ne parleremo mai più…”. Il presidente della FIA ne uscirebbe con la coscienza a posto e si sarebbe tolto per sempre di torno la grana.