F1, delirio-Hamilton: la FIA indaga sulle sue dichiarazioni

Formula 1 2011: Lews Hamilton dovrà pagare le conseguenze delle dichiarazioni deliranti rilasciate al termine del Gran Premio di Monaco quando ha offeso alcuni suoi colleghi e la direzione gara

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    Qualcuno tolga il fiasco a Lewis Hamilton. Il pilota McLaren prosegue con la sua politica di dichiarazioni al di sopra delle righe. Vi abbiamo già dato conto di cosa abbia avuto il coraggio di affermare al termine del Gran Premio di Monaco. Furioso per le penalizzazione subite, ha offeso la direzione gara ed alcuni suoi colleghi come Felipe Massa e Pastor Maldonado. Rinsavito, ha poi chiesto scusa su twitter. La FIA, però, ha deciso comunque di indagare sulle sue dichiarazioni. Il diretto interessato si difende così:“Sento di essere il migliore”.

    FIA – MONACO. Lewis Hamilton furioso, al termine del GP di Monaco, se la prende con Felipe Massa, Pastor Maldonado e la direzione gara che, a seguito dei contatti avuti con questi piloti, gli ha inflitto due penalità. Le lamentele colorite e offensive nei confronti di questi soggetti non sono passate inosservate alla FIA che, da quet’anno, ha deciso di tenere sotto controllo i piloti di F1 non solo per le azioni in pista ma anche per i comportamenti al di fuori. Jean Todt vuole che i protagonisti del Circus siano dei modelli da seguire. In tutto e per tutto. Arriveranno per lui altre sanzioni? Vedremo…

    LEWIS HAMILTON. Prima li chiama “ridicoli e stupidi”. Poi Hamilton chiede scusa con dei messaggini su twitter. Infine precisa:“Non volevo offendere nessuno. Io amo correre e sento di poterlo fare meglio di altri. Credo che a Montecarlo io possa dominare e domenica la mia macchina era molto veloce. Poi sono successe molte cose che mi hanno fatto salire la tensione – ricorda il pilota McLaren che lascia ai suoi tifosi un po’ di frasi che gasano – io corro per vincere e se dovessi cominciare ad accontentarmi della quarta o quinta posizione, allora preferirei smettere. Sono arrivato dove sono perché sono fatto così. E non cambierò. Faccio quello che faccio perché amo correre e penso di farlo meglio degli altri”.