F1, DRS: favorevoli o contrari?

Formula 1: il Circus si interroga sull'efficacia del DRS per aumentare sorpassi e spettacolo

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    drs, formula 1

    Dopo un intero anno di DRS, vale a dire drag reduction system, ancor più noto come ala mobile posteriore, è arrivato il momento di chiedersi se questa invenzione sia un bene o un male per la Formula 1. Sintetizzando le posizioni dei favorevoli, possiamo citare il direttore tecnico della McLaren, Paddy Lowe, il quale la vede così:“E’ fantastico avere un sistema così semplice ed a basso costo che consente di facilitare i sorpassi”, diversamente i team spenderebbero paccate di milioni per escogitare soluzioni meno scontate e più complesse. I contrari sono probabilmente meno pragmatici ma più romantici: il sorpasso è l’essenza dello sport a motore, renderlo più facile è come snaturare la vera natura delle gare. E’ come giocare una partita di calcio con due palloni o senza portiere.

    DRS – F1. Gare più divertenti ma dal sapore vagamente artificioso o gare più noiose ma profondamente genuine? Sembra questa la domanda più giusta da porsi affrontando l’argomento DRS. Prima di sparare un’opinione, però, non vanno dimenticati altri due elementi che completano il ragionamento. Da una parte ci sono gli pneumatici: secondo molti autorevoli osservatori, più del DRS sarebbe merito delle gomme Pirelli se nel 2011 i Gran Premi sono stati quasi tutti molto spettacolari. In secondo luogo, dobbiamo citare il sempre spinoso tema dei circuiti. Con o senza DRS, ci sono dei tracciati che garantiscono spettacolo. Con o senza DRS, ce ne sono altri che assicurano solo noia.