F1, Ecclestone brinda: “C’è il nuovo Patto della Concordia”

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    F1, Ecclestone brinda: C'è il nuovo Patto della Concordia

    La Formula 1 è salva anche stavolta. Dopo trattative come al solito lunghe e non prive di polemiche e contestazioni, è arrivata anche stavolta la firma di tutti i team sul nuovo Patto della Concordia. A dichiararlo è Bernie Ecclestone. Il patron del Circus ha confermato ad Autoweek che anche gli ultimi team sono stati convinti:“Giovedì scorso ho proposto alle scuderie il nuovo Patto della Concordia ed è stata raggiunta l’intesa con tutti. Anche con la Marussia. Ho temuto che potessero lasciare ma, invece, anche loro hanno assicurato la loro presenza”.

    Patto della Concordia: l’annuncio ufficiale a breve

    Il Patto della Concordia che regola gli aspetti economici e commerciali della Formula 1 è salvo. Pure in questa occasione Bernie Ecclestone si è dovuto dare molto da fare per non lasciare fuori nessuno. La carta vincente pare sia stata il… non avere fretta. Nonostante il vecchio accordo sia già finito, come lo stesso proprietario della FOM ha ammesso, infatti, alcuni aspetti della vecchia trattativa prevedevano vincoli di durata fino al 2020. Sono state le squadre ad insistere affinché la stagione 2013 cominciasse con un nuovo Patto probabilmente con la speranza di poter avere più voce in capitolo nella definizione delle nuove regole per la stagione 2014. Entro la prima gara dell’anno in programma a Melbourne a metà marzo è atteso l’annuncio ufficiale.

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    Troppi piloti paganti in Formula 1!

    Difficilmente il nuovo Patto della Concordia riuscirà risolvere anche questo problema. A lanciare l’allarme è Martin Whitmarsh. Il team principal della McLaren sostiene che in Formula 1 ci siano i presupposti affinché proliferino in eccesso i cosiddetti “piloti paganti”. Questi personaggi, presenti solo grazie al supporto degli sponsor anziché per il loro talento, offuscano i veri fenomeni ed impoveriscono quello che, a ragion veduta, è ritenuto il massimo campionato automobilistico. “Penso che sia triste vedere tanti piloti paganti in F1. Credo che nella massima competizione motoristica mondiale non dovrebbero esserci perché ciò significa avere alcuni giovani piloti che non possono entrare - ha dichiarato il team principal della McLaren – C’è un basso rimescolamento dei piloti e i team tendono ad essere conservativi e non prendere rischi. E’ triste affermarlo ma al momento in F1 ci sono piloti paganti che non sono abbastanza competitivi per meritarsi questa categoria”. A chi fa riferimento nello specifico Whitmarsh? Abbiamo qualche idea. Il capo di Woking ha anche una soluzione da proporre:“Nelle categorie minori i piloti vengono scelti in base al budget e tenuti lì dal team per quattro o cinque anni. Dovremmo imporre che un pilota resti in quella squadra non più due anni per sbloccare il sistema”.