F1: Ecclestone e l’idea di una serie B per riempire la griglia

Ecclestone pensa ancora a una serie B della Formula 1 per riempire la griglia in caso di nuove defezioni dei team

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    nuova marussia 2014

    Pochi mesi fa aveva lanciato l’idea di una super-GP2 per riempire la griglia del mondiale di Formula 1, nel caso le defezioni dei team dovessero continuare e andare oltre quelle di Caterham e Marussia. Quest’ultima uscirà dall’amministrazione controllata il 19 febbraio, con un piano di rientro dei debiti che faceva leva sull’incasso dei 30 milioni di sterline quale premio di partecipazione al mondiale 2014. I team hanno votato e bloccato tutto, per cui il futuro della Marussia resta oscuro e la griglia di partenza in Australia con appena 9 scuderie.

    L’ultima proposta che Ecclestone ha in mente (una delle tante, tra l’altro mai concretizzatesi, tra cui il desiderio di tornare ai motori V8) riguarda la creazione di una “serie B” con monoposto di F1. Quale?

    LA RED BULL IRIDATA DEL 2013

    Leggendo il report dei tedeschi di AutoMotorundSport il piano sarebbe quello di proporre ai team un pacchetto competitivo e dal basso costo (15 milioni di euro le cifre che circolano), incentrato sulle Red Bull del 2013 e motorizzate dai V8 aspirati Mecachrome (fabbrica che in passato ebbe già in gestione i motori Renault V10 nel periodo di transizione di Williams e Benetton dalla fornitura ufficiale a un altro motorista sul finire degli anni Novanta.

    Il punto interrogativo, semmai, è un altro: quale competitività avrebbero questi progetti nel 2016, ammesso che tutto venga ratificato e si colmino le caselle vuote in griglia già dal prossimo anno? E’ vero che si tratterebbe di una macchina mostruosa, la massima espressione del concetto degli scarichi soffiati, ma con il tasso di sviluppo delle monoposto turbo, superare le prestazioni delle monoposto 2013 non sarà qualcosa che richiederà ancora tanto tempo. Certo, dall’altro lato se i costi dell’operazione “gestione” fossero realmente di 15 milioni di euro (oggi la sola fornitura di una power unit V6 supera questa cifra), rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per chi, prendiamo sempre l’esempio di Caterham e Marussia, ha schierato monoposto di fatto equiparabili a una GP2.

    L’impressione è che sia l’ennesima boutade lanciata sul campo per sollevare discussioni, ma ancora lontani dal risolvere il dilemma di poche scuderie in grado di competere dignitosamente nella massima formula.

    Fabiano Polimeni