F1 Ferrari, Arrivabene: “Non prendo lezioni dalla Red Bull”

F1 Ferrari, Arrivabene: “Non prendo lezioni dalla Red Bull”
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    F1 Ferrari, Arrivabene: "Non prendo lezioni dalla Red Bull"

    Ferrari ferita nell’orgoglio al termine del Gran Premio del Messico 2016 di Formula 1. Ferita e nervosa, perché la Red Bull si comporta in modo antisportivo con Verstappen e sale a podio con Ricciardo. Ci fosse stato in palio un titolo mondiale tra Vettel e l’australiano, cosa avrebbe detto la FIA in merito al comportamento del buon Max? A parte questo, comunque, che fa male nell’immediato ma passa abbastanza in fretta, quello che brucia di più è vedere ormai il secondo posto in classifica lontano 62 punti quando mancano 2 sole gare al termine della stagione. Il fallimento totale di quest’annata è conclamato per Sergio Marchionne e la sua squadra. Maurizio Arrivabene, però, tenta di salvare almeno l’orgoglio rispondendo per le rime alle provocazioni del clan Red Bull, capitanato dai soliti Chris Horner ed Helmut Marko.

    Chris Horner conosce molto bene Sebastian Vettel. Sa quali sono i giochetti psicologici che lo mandano fuori di testa e si diverte, con un cinismo innaturale per uno che veste una faccia da sfigato in quel modo, a stuzzicarlo e provocarlo. Ultima uscita del team principal della Red Bull è stata quella di “negare” l’ordine di scuderia (già trasmesso in mondovisione) a Verstappen di cedere la posizione alla Ferrari numero 5 durante il Gran Premio del Messico e, contemporaneamente, invocare una punizione esemplare contro Vettel per le offese rifilate al direttore di corsa Charlie Whiting. Anche il super-consigliere Helmut Marko ha sottolineato che l’atteggiamento del pilota tedesco non è degno di un pluricampione del mondo, lasciando intendere che l’aria di Maranello gli stia facendo perdere lucidità. In precedenza, Max Verstappen aveva consigliato in modo piuttosto colorito a Sebastian di tornarsene a scuola. E così via.

    Sebastian Vettel ha capito che, di fronte a certe provocazioni, escluse necessariamente le maniere forti ed un po’ di sana violenza fisica, conviene tenere la bocca chiusa e far finta di nulla. Per tutelare il proprio pilota, però, è dovuto scendere di nuovo in campo Maurizio Arrivabene:“Dico alla Red Bull di guardare un po’ di più in casa propria. Non mi piace puntare il dito verso gli altri. Non prendo lezioni da Helmut Marko né da chiunque altro. Sebastian si è già scusato e sono certo che non rifarà più questo genere di errori”, ha spiegato il team principal della Ferrari.

    La vera brutta notizia per la Ferrari dopo il Gran Premio del Messico 2016 di F1 è che la Red Bull è arrivata irraggiungibile in classifica costruttori. La matematica dice che c’è ancora speranza dato che ci sono 86 punti in palio ma la distanza tra le due scuderie è ormai di ben 62. Non è solo una questione di premi e soldi, è anche un discorso di immagine. La stagione 2016 di F1 doveva essere quella dell’attacco finale alle Mercedes ed, invece, è diventata quella in cui la Red Bull ha fatto addirittura meglio. Quella Red Bull che un anno fa di questi tempi era talmente sfigata da non aver trovato neppure un motorista. Talmente sfigata da dover elemosinare una power unit dell’anno prima con la Toro Rosso e doversi prostrare, chiedendo scusa in 56 lingue diverse, di fronte alla Renault dopo le umiliazioni che le aveva riservato nel corso dell’anno. Ma ha saputo reagire alla grande. Cosa che a Maranello sembra non siano più capaci a fare. Da anni e anni.

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