F1, Ferrari contro Lauda sugli ordini di scuderia

Formula 1: botta e risposta al veleno tra Niki Lauda e la Ferrari

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    F1, Ferrari contro Lauda

    Niki Lauda provoca, la Ferrari raccoglie e risponde. Si dice che talvolta non vi è miglior atteggiamento di fronte alle provocazioni che l’indifferenza. Anche stavolta non è il caso del focoso ufficio stampa di Maranello che, anziché ignorare le ultime esternazioni dell’ex pilota austriaco, fa uscire allo scoperto il velenosissimo “grillo rampante” per ribattere punto su punto alle accuse. Secondo Lauda il comportamento avuto dalla Ferrari ad Hockenheim è stato scandaloso. Secondo la Ferrari il 3 volte iridato farebbe bene a stare zitto perché anche lui ha beneficiato di un trattamento privilegiato durante i suoi anni in Rosso.

    NIKI LAUDA. Lauda contro la Ferrari. No, non siamo tornati indietro di 35 anni. La discussione è, pur se forte, di quelle da salotto. Per Niki Lauda la Ferrari ha commesso una grave infrazione ad Hockenheim e per questo deve essere punita dal prossimo Consiglio Mondiale della Federazione Internazionale dell’Automobile in programma a settembre, prima del Gran Premio di Monza. “Ci sono due modelli per un team che vuole essere in Formula 1. Se il tuo approccio è politico, è lo stile Ferrari – ha affermato Lauda - Se no si può cercare di dare ai tuoi piloti uguali opportunita, e agli spettatori uno sport interessante”. Secondo il tre volte iridato “Quello che hanno fatto ad Hockenheim è contro ogni regola. E, finché non vengono cambiate le regole, tutti le devono osservare. Quello che hanno fatto è sbagliato, hanno avuto una punizione immediata e saranno sicuramente deferiti al FIA World Council… E Alonso non c’entra nulla, non è uno Schumacher.

    FERRARI. La risposta del Cavallino non si è fatta attendere. L’ufficio stampa Ferrari poteva ignorare la provocazione ma, evidentemente, ha preferito smorzare sul nascere l’ennesimo focolaio. Dall’irriverente penna del “grillo rampanteLauda viene definito “un personaggio che, appeso il casco al chiodo, non ha mai lesinato parole e giudizi a destra e a manca, salvo poi doversi rendere protagonista, in più di un’occasione, di acrobatiche giravolte per riposizionarsi nella direzione dove il vento soffia più forte”. Entrando nel merito degli ordini di scuderia si legge:“Il buon vecchio Niki ha perso stavolta una buona occasione per tacere, soprattutto alla luce del fatto che fu proprio lui, quando era un pilota della Scuderia, ad apprezzarne i vantaggi: si vede che allora il supposto modello Ferrari di gestione dei piloti gli faceva comodo … “. La nota si conclude con una citazione ai tanti ordini di scuderia “ipocriti” visti negli ultimi anni in F1 e con un’ammissione di fiducia nei confronti del Consiglio Mondiale della FIA che si pronuncerà in modo definitivo il prossimo 8 settembre.