F1, Ferrari: è Chris Dyer il colpevole!

Formula 1: il nome di colui il quale ha deciso la strategia di Fernando Alonso facendo perdere il mondiale alla Ferrari è Chrys Dyer

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    chris dyer ferrari abu dhabi 2010

    Chris Dyer: il nome del responsabile del disastro Ferrari ad Abu Dhabi è saltato fuori. Non ci voleva un genio per capire che si trattasse di Dyer, vale a dire il responsabile delle strategie. Già ingegnere di pista di Michael Schumacher e Kimi Raikkonen nell’anno del mondiale piloti conquistato contro Hamilton, il 42enne australiano ha preso il posto di Luca Baldisserri, dirottato sul programma giovani piloti, dopo aver a sua volta commesso alcuni gravi errori strategici ad inizio 2009. Montezemolo e Domenicali sapranno perdonare stavolta il tecnico proveniente dalla terra dei canguri?

    FERRARI. Con quella manovra scellerata che ha portato Alonso ad effettuare un prematuro pit stop lasciandolo imbottigliato nel traffico, la Ferrari ha servito su un vassoio d’argento la vittoria del titolo mondiale a Sebastian Vettel. Anche vedendo l’episodio da casa è apparsa da subito incredibile quella scelta. A trarre in inganno Chris Dyer, uomo designato alla strategie, è stato il degrado degli pneumatici (primo grave errore di valutazione) ed il timore che Webber potesse rimontare. Ciò che gli uomini del muretto (non credo Dyer abbia deciso da solo, qualcuno ha suggerito, qualcuno ha avallato) non hanno considerato è che l’australiano della Red Bull non sarebbe potuto andare molto avanti nella sua rimonta in quanto doveva superare almeno due piloti: Petrov e Rosberg. Abbiamo visto che genere di ostacolo siano stati. Questo è il secondo inciampo. Due sono troppi. Non sono da Ferrari.

    CHRIS DYER. Il tecnico Ferrari ha subito ammesso le proprie responsabilità:“Avevamo la macchina, la squadra e il pilota per vincere il titolo ma non ci siamo riusciti perché abbiamo preso una decisione strategica errata, inutile cercare scuse – dichiara l’australiano - Ci siamo concentrati troppo su quello che faceva Mark e siamo rimasti imbottigliati nel traffico e questo ci è costato il titolo. Possiamo dire – conclude – che abbiamo guardato troppo a quello che accadeva alle nostre spalle senza vedere quello che era davanti al nostro naso. Dispiace perché perdere così fa male, molto male.” Il dubbio che sorge è come mai nessuno si sia opposto. Possibile che non ci sia almeno un’altra testa pensante nel box che possa avallare o confutare le idee del responsabile delle strategie? Possibile che nella F1 ipertecnologica sia un solo uomo a decidere. Ed a sbagliare?