F1, Ferrari: i segreti del pit stop di Alonso

Formula 1: la Ferrari si gusta la vittoria di Fernando Alonso nel Gran Premio d'Italia a Monza e spiega come sia stato possibile il pit stop da record che ha portato lo spagnolo davanti a Jenson Button

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    F1, Ferrari: pit stop di Alonso

    Se si parla di un pit stop importante all’interno di un Gran Premio di Formula 1 è perché qualcosa è andato storto ed ha impedito al pilota di ottenere un buon risultato. A dividere un pilota dalla vittoria c’è talvolta un bocchettone della benzina che fa le bizze o una ruota montata male. Stavolta la Ferrari decide di esaltare al 100% il cambio gomme di Alonso a Monza. La perfetta manovra, infatti, ha consentito al pilota spagnolo di sbucare davanti a Jenson Button ottenendo un successo nel Gran Premio d’Italia che fa sognare squadra e tifosi.

    FERNANDO ALONSO. A fine gara il pilota Ferrari ha dichiarato:“Sono stato sorpreso da quanto sono stati veloci. Hanno rischiato di fare prima di me e trovarmi impreparato alla ripartenza. Ogni pilota deve fare delle operazioni sul volante durante il pit stop e si è rischiato che loro fossero pronti e non io…”

    FERRARI. Diego Ioverno, responsabile Operazioni in gara e Montaggio vettura e cambio, spiega che quest’anno è stato fatto un gran lavoro per migliorare le operazioni di sostituzione degli pneumatici. Sul sito Ferrari viene pubblicata una curiosa moviola di quel delicato momento:

    + 0”35: vettura sollevata in aria dai due addetti ai carrelli

    + 0”70: tolte le ruote con le gomme morbide

    + 1”40: montate le ruote con le gomme dure

    + 2”30: avvitata la prima ruota e alzato il braccio per conferma

    + 2”60: avvitata la seconda ruota

    + 2”70: avvitata la terza ruota

    + 2”90: avvitata la quarta ruota

    + 3”40: macchina a terra e semaforo verde

    PIT STOP. Ioverno ha aggiunto che da inizio anno ad oggi sono state fatte oltre 1300 prove di pit stop:“I segreti sono due: allenamento e ripetitività delle istruzioni” . Il gruppo di lavoro è composto da sedici persone standard più altre otto pronte ad intervenire come l’addetto al carrello laterale per l’eventuale sostituzione del musetto, due addetti per la modifica dei gradi d’incidenza del flap dell’ala anteriore, uno per avviare il motore nel caso in cui si spenga e altri quattro con altre gomme un “doppio” pit-stop con due macchina una dietro l’altra. Tra gli elementi tecnici di successo ci sono i carrelli per alzare la vettura, il disegno dei dadi delle ruote da quest’anno arrotondati per una più facile presa sulla pistola e il semaforo al posto del vecchio “lollipop”. Last but not least è l’aspetto umano con il pilota, grande protagonista, che deve fermarsi nel posto giusto per non costringere tutta la squadra a spostarsi perdendo attimi preziosissimi. E’ questione di centimetri.